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martedì 17 settembre 2019

Cronaca giovedì 09 novembre 2017 ore 10:56

Gli investimenti pratesi del camorrista latitante

Sequestrati dalla Dia immobili, terreni e società per un valore di due milioni di euro a un latitante pluripregiudicato del clan Birra-Iacomino



PRATO — La sproporzione fra i redditi dichiarati, bassissimi, e un ingente patrimonio accumulato fra il 1996 e il 2012, ha portato la direzione distrettuale antimafia di Firenze a confiscare beni per due milioni di euro al latitante pluripregiudicato di Torre del Greco Vincenzo Ascione, 62 anni, detto Babbalacone, e ad alcuni suoi familiari.

Secondo gli inquirenti, Ascione sarebbe il referente il Toscana del clan camorristico Birra-Iacomino e i beni sarebbero sarebbero stati acquisiti reinvestendo il denaro frutto di attività illecite.

I beni sotto sequestro ai fini di confisca sono tre immobili a Prato, due terreni a Vaiano, due società con sede a Prato e a Montemurlo a loro volta proprietarie di due immobili situati in provincia di Prato e di Pistoia e di due autovetture. Sigili anche per numerosi conti correnti bancari ed altre disponibili finanziarie riconducibili ad Ascione e ai suoi familiari.

Vincenzo Ascione è ricercato per tentata estorsione con metodi mafiosi e usura in concorso ai danni di alcuni commercianti pratesi, gestori di attività con sede in provincia di Pistoia.



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