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sabato 19 ottobre 2019

Attualità giovedì 03 settembre 2015 ore 11:05

La marcia dei sindaci contro le Poste

Servizio di Serena Margheri

Manifestazione davanti alla sede regionale dell'azienda promossa dai sindaci del Chianti, Anci e Uncem per salvare 59 uffici postali dalla chiusura



FIRENZE — Prosegue la mobilitazione dei sindaci toscani contro il piano di riorganizzazione degli uffici postali che prevede un drastico ridimendionamento degli sportelli aperti al pubblico. "Vogliamo contrastare ancora una volta la decisione dell'azienda di privare i nostri territori di un servizio fondamentale per le comunità” spiegano i primi cittadini che hanno messo sotto assedio la sede delle Poste di via Pellicceria indossando le fasce tricolori.

Presenti il vicepresidente vicario e sindaco di Terranuova Bracciolini Sergio Chienni, il presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani e decine di sindaci arrivati da tutte le province, guidati dai colleghi dell'Unione comunale del Chianti fiorentino e dei Comuni di San Casciano Massimiliano Pescini e di Greve Paolo Sottani che, per primi, hanno lanciato l’iniziativa. 

Hanno aderito alla protesta anche Confartigianato, Anap e le organizzazioni sindacali.

"Partecipiamo con convinzione e determinazione alla protesta per sette buone ragioni - ha spiegato la Cgil - Tagliando i servizi e gli uffici, si tagliano posti di lavoro e si riduce l'occupazione; alla vigilia della vendita delle azioni del gruppo sul mercato, non vogliamo che le Poste diventino solo una cassa, dimenticando ogni ragione e responsabilità sociale; le condizioni e le pressioni sui lavoratori e le lavoratrici sono peggiorate e aumentate; l'uso sproporzionato di provvedimenti disciplinari; l'abuso dei distacchi che provoca disagi aggiuntivi per i lavoratori ed è la spia di una organizzazione del lavoro che non funziona; un parco mezzo aziendale che ormai viaggia tra il ridicolo ed il drammatico; l'azzeramento delle relazioni sindacali".

Gli uffici interessati dai tagli sono 59, solo 6 in meno rispetto alla prima versione del piano. Di questi, quattro si trovano in provincia di Arezzo (Campogialli, Pieve a Presciano, Meleto e Mercatale), 6 in quella di Firenze (Pomino, Marcialla, Romola, San Donato in Poggio, San Martino alla Palma e Castelnuovo d’Elsa), 10 a Grosseto (Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Torniella, Borgo Carige, Buriano, Monticello dell’Amiata e Talamone), 8 a Lucca (Mologno, Castelvecchio Pascoli, San Ginese, Lappato, Vorno, San Colombano, Valpromaro e Tereglio), 6 a Massa Carrara (Montedivalli, Vinca, Caprigliola, Serricciolo, Filetto e Canevara), 10 a Pisa (Corazzano, Ghizzano di Peccioli, Legoli, Luciana, Marti, Soiana, Treggiaia, Uliveto Terme, San Giovanni alla Vena e Castelmaggiore), 8 a Pistoia (Calamecca, Cireglio, Grazie, Pracchia, San Mommè, Villa Baggio, Montemagno di Quarrata e Tobbiana), 1 a Prato (Bacchereto) e 6 a Siena (Monticchiello, Pievescola, San Gusmè, Gracciano, Montisi e Serre di Rapolano).

PAOLO SOTTANI SU CHIUSURA POSTE - dichiarazione
MASSIMILIANO PESCINI SU CHIUSURA POSTE - dichiarazione


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