Toscana Media News quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5865 del 8.03.2012.
FIRENZE
Oggi 15°16° 
Domani 13°22° 
Un anno fa? Clicca qui
sabato 21 settembre 2019

Cultura giovedì 10 novembre 2016 ore 14:01

Nuove opere in mostra al museo Fattori

Franco Lipizer, Rio Ardenza

Entrano a far parte del patrimonio artistico due dipinti di Franco Lipizer, un dipinto di Vittorio Nomellini e due bassorilievi di Anchise Picchi



LIVORNO — La collezione civica del museo Fattori di Villa Mimbelli si arricchisce di nuove opere artistiche ricevute in donazione; nuovi dipinti e bassorilievi che entreranno a far parte del patrimonio. Si tratta nello specifico delle opere Piove e Rio di Ardenza di Franco Lipizer, Ritratto di Renato Natali e Ritratto di Pietro Annigoni di Anchise Picchi e Il Moro di Vittorio Nomellini.

Le donazioni sono avvenute grazie agli eredi degli artisti: Rachele Panizzi, nipote di Franco Lipizer, Lido Pacciardi, nipote di Anchise Picchi, Aurora e Barbara Eleonora Nomellimi figlie di Vittorio e nipoti del grande Plinio.

I due dipinti del 1942 Piove e Rio Ardenza di Franco Lipizer testimoniano la grande passione per la pittura all’aperto dell’artista. Il verde Lipizer, questo infatti il soprannome che fu dato a Francesco Franco Lipizer perché amava dipingere a contatto con la natura di cui ci ha mostrato tutti gli aspetti con l'armonia dei colori. Friulano di nascita ma livornese di adozione fu uno dei primi soci del "Gruppo Labronico" realizzando così la sua forma artistica in questa città e facendo proprio lo stile dei macchiaioli.

Quello che colpisce del dipinto Il Moro ( 1935) di Vittorio Nomellini è il senso della vita in movimento. In primo piano il Moro che sembra volersi liberare dalle catene che lo trattengono, sullo sfondo soldati in sahariana che avanzano, cavalli che trainano un carretto, i velieri in fila per riprendere il mare chiusi dalle mura del porto. Vittorio Nomellini ha sempre avuto un legame speciale con Livorno che frequentava per il Gruppo Labronico o per intrattenersi con l’amico Bruno Miniati. In queste occasioni spesso si portava dietro cavalletto e cassetta dei colori per dipingere: lo testimoniano le varie vedute del Porto Mediceo.

Il Museo conserva di Anchise Picchi due dipinti, già oggetto di donazione. Ora di arrichisce di due bassorilievi in legno di noce raffiguranti il volto di Renato Natali (1973) e il ritratto di Pietro Annigoni (1974), due artisti con i quali Anchise Picchi era in stretta amicizia. Le opere di Anchise Picchi mostrano una grande originalità che deriva dalla straordinaria varietà di stili e di linguaggi artistici che l’artista ha saputo elaborare nella sua lunghissima attività. Erede della tradizione dei macchiaioli e dei naturalisti, ha saputo infondere alle loro tematiche una personalissima interpretazione, adottando stili diversi e sperimentando tecniche originali.



Tag

«Rilanciamo il turismo con le donne in vetrina», la proposta del consigliere regionale leghista toscano che indigna

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Cronaca

Cronaca

Attualità