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mercoledì 23 ottobre 2019

Politica lunedì 28 agosto 2017 ore 10:56

Pd, a Livorno è spaccatura tra i renziani

Lorenzo Bacci e Francesco Gazzetti

Pd spaccato a Livorno, con 51 componenti dell'assemblea cittadina, tra loro il consigliere regionale Gazzetti, che chiedono un congresso anticipato



LIVORNO — 51 componenti dell'assemblea cittadina livornese hanno chiesto alla federazione livornese del Pd un congresso comunale anticipato a ottobre per scegliere un nuovo segretario e una nuova direzione locale, che attualmente ha un mandato fino al 2019.

La richiesta è arrivata da un gruppo eterogeneo di militanti, dirigenti, rappresentanti istituzionali del partito ed è motivato dal fatto che a Livorno si voterà proprio nel 2019 e dunque il tentativo è quello di serrare le fila in vista dell'appuntamento elettorale che si prefigura come rivincita tra Pd e M5s, che attualmente governa Livorno col sindaco Filippo Nogarin.

Il documento però rischia di spaccare il partito, che a livello territoriale ( la federazione livornese copre, oltre al capoluogo, anche tra gli altri Collesalvetti, Cecina e Rosignano ) e comunale è guidata da due renziani doc, Lorenzo Bacci e Federico Bellandi. A firmarlo in maniere convinta c'è in primo piano Francesco Gazzetti, altro renziano, consigliere regionale, che molti vorrebbero come candidato a sindaco del Pd nel 2019. Accanto a lui sei segretari di sezione e alcuni componenti della segreteria del partito, oltre all'ex sindaco di Rosignano e delegato della Regione per i temi del lavoro Gianfranco Simoncini.  

Uno schieramento trasversale che per ora non ha scalfito Lorenzo Bacci. Il segretario territoriale, seguace di Renzi della prima ora, su facebook ha scritto:"Abbiamo di fronte a noi programmi definiti e sfide decisive.

Che senso ha tutto questo?

Ci sono sedi deputate a fare chiarezza sul perché di una richiesta che pare essere mossa da tutto tranne che dall'interesse per la città livornese.

In quelle sedi, non altrove, ne discuteremo." E ancora:

"Chi vuole interrompere il nuovo corso avviato tra fine 2014 e inizio 2015, quando ci siamo dovuti occupare di raccogliere i pesanti cocci del fallimento registrato alle amministrative del giugno 2014, magari per restaurare la stessa scena così foriera di insuccessi, avrà modo se vorrà di dare seguito a questi propositi tristi e strumentali, avallati (e lo sottolineo con stupore misto ad amarezza) anche da Francesco Gazzetti, che pare essersi reso strumento, nella tradizione del peggiore politicismo, di chissà quale gioco di potere che con Livorno non ha niente a che fare".

Immediata la replica dello stesso Gazzetti: "C'è un unico obbiettivo che sottende alla richiesta di far svolgere il Congresso del Pd di Livorno ad ottobre e questo obbiettivo è prepararci per tornare a vincere le elezioni amministrative. 

Questo è il vero punto politico, l'unica cosa che conti veramente. Livorno è stanca dell'improvvisazione del Movimento 5 Stelle e chiede di cambiare. Camminando per le vie della città, nelle piazze, al mercato come nelle nostre periferie questa voce sta diventando un grido fortissimo e noi dobbiamo essere in grado di ascoltarlo e di farlo nostro.

È questo che viene chiesto al Pd ed a ciascuno di noi. Per questo serve il Congresso e serve farlo, come nel resto d'Italia, ad ottobre e non nel 2019 a ridosso delle elezioni amministrative. Nel 2019 dobbiamo solo lavorare per vincere!" 



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