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martedì 20 agosto 2019

Attualità venerdì 21 novembre 2014 ore 15:22

Pediatri ai domiciliari, nominati i sostituti

A Empoli il reparto di pediatria affidato a Fabrizio Masoni. Le Asl avviano inchieste interne. Il governatore Rossi: "Comportamenti inaccettabili"



FIRENZE — Sono 12 i pediatri coinvolti nell'inchiesta dei Nas che ha scoperchiato un giro di corruzione che ruota intorno a tre aziende produttrici di latte in polvere. Le regole del gioco erano semplici: in cambio di costosi regali, i medici caldeggiavano con le neomamme l'uso di latte artificiale al posto di quello materno. Degli 12 pediatri, 11 sono toscani e uno è il primario del reparto di pediatria dell'ospedale di Empoli (vedi nomi e dettagli nella notizia collegata qui sotto). 

La Asl di Empoli ha già provveduto ad affidare al dottor Fabrizio Masoni la direzione del reparto guidato fino all'arresto da Roberto Bernardini.

Anche la Asl di Pisa ha provveduto a nominare i sostituti dei pediatri arrestati. "La dirzione di subito attivata per garantire la continuità assistenziale - si legge nella nota stampa della Asl - Sono state messe in atto tutte le procedure previste in questi casi dalla convenzione nazionale che regola il rapporto tra azienda sanitaria e pediatri di famiglia".

I pediatri nominati in sostituzione sono tutte donne:  Francesca Pagni sostituisce Luca Burchi a Volterra; Sara Merlini sostituisce Eros Panizzi a Peccioli; Alessia Baroni sostituisce Marco Granchi a Ponsacco e Fabio Moretti a Pontedera; Carlotta Natali sostituisce  Roberto Rossi a Capannoli; Francesca Zingoni sostituisce Carlo Ghionzoli a Cascina; Ilaria Mantellassi sostituisce Maurizio Petri sempre a Cascina. I sostituti svolgeranno gli ambulatori nelle stesse sedi, negli stessi orari e manterranno lo stesso numero di telefono per le reperibilità già a disposizione degli assistiti.

Durissima la presa di posizione del presidente della Regione Enrico Rossi.

"Gli arresti dei pediatri che avrebbero ricevuto benefit pilotando le madri all'acquisto di latte artificiale di certe ditte, così come le accuse rivolte ad alcuni cardiologi di ricevere anch'essi doni e favori in cambio di determinati dispositivi medici, al di là degli sviluppi giudiziari, che ci auguriamo siano tempestivi, rivelano un quadro di comportamenti inaccettabili e denunciano un costume civile e morale che deve essere censurato, contrastato e cambiato - ha dichiarato il governatore - Ci aspettiamo che ognuno faccia la sua parte: i direttori generali delle Asl prendendo provvedimenti adeguati e gli ordini professionali per quello che è di loro competenza. I cittadini, soprattutto la parte più debole e sofferente e i giovani, aspettano provvedimenti proporzionati e in tempi brevi. Senza dover necessariamente aspettare gli esiti dei procedimenti giudiziari". 

"Da queste vicende emerge un quadro sconfortante - ha concluso Rossi - ma proprio per questo e senza scadere nel giustizialismo e nel moralismo chiedo che vengano assunti provvedimenti amministrativi e precise sanzioni basate sul rispetto della legge e sui poteri attribuiti alla pubblica amministrazione".

"Sarà la magistratura a occuparsi della vicenda giudiziaria che vede coinvolti pediatri toscani - ha aggiunto l'assessore regionale alla salute Luigi Marroni -  Per quanto ci riguarda, collaboreremo con la magistratura e avvieremo indagini interne per verificare i comportamenti organizzativi. Siamo molto dispiaciuti, perché vicende come questa, se confermate, rischiano di vanificare il grande lavoro fatto negli anni dalla Regione Toscana per promuovere l'allattamento al seno. La Toscana ha posto l'allattamento materno tra le proprie strategie prioritarie e vuole continuare a sostenerlo. Rinnovo dunque l'invito a tutte le mamme ad allattare al seno i propri bambini".



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