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domenica 25 agosto 2019

Cronaca giovedì 05 maggio 2016 ore 12:35

"Caso Scieri, aprire gli archivi della caserma"

Lo ha chiesto Sofia Amoddio, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri, al ministro della difesa Pinotti



PISA — Audizione del ministro Roberta Pinotti alla commissione parlamentare sul caso della morte ancora avvolta nel mistero di Emanuele Scieri, il paracadutista siracusano trovato senza vita nell'agosto del 1999 all'interno della caserma della Folgore Gamerra di Pisa.

"Il caso di Scieri è una ferita ancora aperta - ha detto il ministro Roberta Pinotti - troverete piena collaborazione del ministero della difesa e per questo non ci saranno porte chiuse o socchiuse. Tutti gli atti ed i documenti verranno messi a disposizione".

"Occorre agevolare in tempi brevi l'accesso agli archivi della caserma di Pisa. Abbiamo bisogno urgente di una serie di atti". Lo ha chiesto Sofia Amoddio (Pd), presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta, al ministro della difesa, Roberta Pinotti, ascoltata in audizione su caso. 

In particolare la presidente di commissione ha chiesto di avere i documenti di due ispezioni disposte nella caserma il 15 agosto 1999 alle 5.30 del mattino e la sera alle 21.30. Secondo Ammodio "Servirà inoltre capire chi era in servizio di casermaggio il 13 agosto. Il corpo è stato scoperto da quattro parà il 16 agosto ed il casermaggio è vicino alla torretta ai cui piedi è stato trovato il corpo di Emanuele". 

Altra seganalazione dalla presidente di commissione riguarda una telefonata. "Mentre si faceva il contrappello la sera del 13 agosto - ha spiegato Ammoddio - e Scieri non era presente, qualcuno all'interno della caserma con il cellulare in uso al comandante della Folgore, generale Celentano, chiamava la casa dello stesso generale a Livorno. Vorremmo sapere chi aveva in uso dentro la caserma quel cellulare mentre Celentano era in casa propria a Livorno".

Il ministro Pinotti ha anche ricordato e reso omaggio ai familiari di Scieri, ai suoi amici, alla città di Siracusa. Il ministro ha poi biasimato il comportamento, all'epoca dei fatti, di alcuni ufficiali e comandanti.

Nel corso dell'inchiesta condotta dalla procura di Pisa è stato ipotizzato che Scieri fosse stato "costretto a salire la scaletta, senza nessuna protezione, e con un oggetto contundente colpito ai piedi e alle mani, affinché cadesse dalla scala" alta circa dieci metri. Per questo si spiegherebbero le escoriazioni nel dorso del piede, e la morte avvenuta in seguito alle lesioni interne riportate.



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