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Cronaca lunedì 01 giugno 2020 ore 18:50

Moschea, il Tar dà ragione alla comunità islamica

Un minareto

Il Comune aveva bloccato il progetto cambiando la destinazione d'uso dell'area dove doveva sorgere il luogo di culto. Ma il Tar annulla gli atti



PISA — Tra gli obiettivi dichiarati in campagna elettorale dall'attuale amministrazione a guida Lega Salvini Premier c'era anche il no alla costruzione di un centro islamico, comprensivo di moschea, in via del Brennero. Un no che si è materializzato nei mesi successivi, con le varianti urbanistiche che hanno portato il Comune a modificare la destinazione d'uso del terreno, che già era stato acquistato dalla comunità islamica. Che così ha presentato ricorso al Tar e il tribunale regionale l'ha accolto in toto.

In attesa di ulteriori dettagli e sviluppi, già oggi è possibile dire che, per effetto della sentenza del Tar, tutti gli atti portati avanti dall'amministrazione comunale per impedire la costruzione della moschea sono da considerarsi nulli. Compreso l'ultimo, la discussa Variante Stadio, che ha collegato la ristrutturazione dell'Arena Garibaldi alla realizzazione di un parcheggio nell'area di via del Brennero.

Per il Tar la modifica di destinazione d'uso del terreno è da considerarsi nulla, in quanto "rilevante ostacolo all'esercizio di manifestare la propria libertà di culto", così come nullo è da ritenersi il diniego a costruire arrivato prima che la Soprintendenza si esprimesse nel merito.

"La modifica della sua destinazione urbanistica - scrive il Tar in relazione al terreno in questione - incide quindi su un’aspettativa del proprietario, qualificata in termini ben più pregnanti di quanto non sia l’aspettativa del proprietario che intende ottenere il massimo vantaggio patrimoniale dall’utilizzo del suo immobile: infatti, come già sottolineato, la ricorrente intende soddisfare il diritto, proprio e degli associati, alla libertà di culto, diritto fondamentale dell’individuo espressamente tutelato dalla Costituzione".

E ancora si legge nella sentenza, ove si richiama la Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali: "E’ evidente che quanto deliberato dal Comune resistente frappone un rilevante ostacolo all’esercizio della 'libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti'. Nonostante ciò, l’esigenza è totalmente trascurata negli atti, oggetto del presente giudizio".

"La sentenza del Tar Toscana che accoglie nel merito il ricorso dell’Associazione Culturale Islamica di Pisa - ha assicurato il sindaco Michele Conti - non pregiudica il lavoro fatto per creare le condizioni urbanistiche che consentiranno la riqualificazione dell’Arena Garibaldi. Il progetto stadio va avanti senza problemi. Prendiamo atto della sentenza anche se nelle prossime settimane valuteremo se proseguire con l’impugnazione in Consiglio di Stato".

Il primo cittadino ha quindi difeso le scelte portate avanti finora, nonostante la bocciatura del Tar. "Confrontandomi con tecnici e legali - ha scritto - posso confermare la bontà delle nostre convinzioni precedenti all’approvazione definitiva della variante stadio e in attesa di questa sentenza: gli effetti dell’annullamento giurisdizionale non investono l’intera variante bensì soltanto l’area del Centro Culturale Islamico per la quale ritorna in vigore la disciplina urbanistica precedente alla variante in corso di approvazione e il procedimento per il rilascio del permesso di costruire che dovrà essere riattivato tenuto conto della esecutività ex lege della sentenza del Tar. Quindi il procedimento per il rilascio del permesso a costruire riparte da capo, il progetto stadio va avanti".

Tra i primi a salutare, positivamente, la sentenza del Tar, è il segretario provinciale del Pd, Fabrizio Cerri. "L’avevamo detto e ridetto - scrive Cerri -. E anche messo in guardia, oltre che i cittadini, il Pisa S.C., i suoi vertici e i tifosi: il goffo tentativo di impedire la realizzazione della moschea da parte della giunta leghista collegando il diniego al luogo di culto con la variante dello stadio sarebbe stata pericolosa per il futuro dell’impianto sportivo. Sottolineammo, infatti, che se fosse intervenuta nel solco della nostra Costituzione una sconfitta della linea discriminatoria e oltranzista della destra contro la libertà di culto, avrebbe bloccato per anni qualsiasi atto che l’avesse contenuta, come appunto la variante dello stadio.

"E così è stato - aggiunge il segretario provinciale dem -: l’arroganza e la demagogia, del sindaco di Pisa, dei suoi assessori, della sua maggioranza e di chi li supporta, hanno trascinato la città a prendere uno sonoro schiaffone da parte del Tar che ha smontato per intero la farsa fin qui condotta. Gli stessi giudici espressamente sottolineano che era chiara e palese l’intenzione di impedire la concessione del diritto a costruire la moschea, altro che fantomatiche esigenze urbanistiche! E così hanno annullato tutti gli atti amministrativi ad essa collegati".

"Oggi il Tar scrive una parola di giustizia che va salutata come una vittoria di tutti e non solo della comunità islamica - conclude Cerri -, perché appunto sottolinea valori e sentimenti propri della nostra Costituzione e di tutti i pisani. Viene sconfitto chi, con pressappochismo e violazione dei diritti altrui utilizzando sotterfugi e atti strumentali che si sono sciolti come neve al sole, ha pensato di aggirare norme e leggi. Ora dovremmo augurarci un atto di umiltà, il riconoscere l’errore e fare quel passo indietro per quanto riguarda la moschea, così da poter garantire lo sviluppo dell’Arena Garibaldi il cui iter, peraltro, è stato avviato dalla precedente amministrazione di centrosinistra".



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