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sabato 19 ottobre 2019

Attualità martedì 27 settembre 2016 ore 08:47

Farmaci dopanti, i numeri della truffa

La squadra Mobile di Pistoia ha notificato otto avvisi di garanzia ad altrettanti farmacisti. La truffa ha causato un danno di almeno 100 mila euro



PISTOIA — Otto farmacisti del territorio indagati per peculato.

Questo il capo d'imputazione notificato dalla Squadra Mobile di Pistoia a otto dipendenti pubblici dell'Asl3, avvisi di garanzia emessi dal Pubblico Ministero titolare delle indagini, il sostituto procuratore dottor Fabio Di Vizio.

Il danno economico per le casse dell'Asl3 si aggira, secondo gli investigatori, in almeno 100 mila euro.

La truffa consisteva nell'inserire dati falsi sul sistema informatico che permetteva alle farmacie di approvvigionarsi di medicinali, in particolare contenenti sostanze dopanti.

Una prima analisi dei dati è stata svolta su 693.494 prescrizioni ed ha consentito di isolare ben 4.200 ricette irregolari contenute in 4.343 prescrizioni di farmaco in quantità non necessariamente unitaria, di cui 3.001 sono le cosiddette ricette incongrue e 1.199, invece, sono le cosiddette ricette inesistenti.

Ulteriori verifiche, effettuate con la collaborazione di personale specializzato della Usl 3 di Pistoia, hanno consentito di individuare, tra le ricette considerate irregolari, 882 ricette che sarebbero congrue per quanto riguarda il farmaco dispensato, ma è stata approvvigionata una quantità superiore rispetto a quella effettivamente erogata, cagionando un danno economico erariale quantificato complessivamente in 21.836,68 euro.

Sono state poi individuate 101 ricette in cui vi è associazione fra richiesta e ricetta, ma il farmaco consegnato è completamente diverso da quello richiesto (o solo per il dosaggio o proprio per tipologia) e ciò ha causato un danno erariale per un valore complessivo di 4.552,33 euro.

In altre 225 richieste è stato usato un barcode per effettuare l'approvvigionamento relativo a ricette inviate alla Usl per il pagamento in regime di assistenza convenzionata, non essendo presente alcun riferimento nell'ambito delle ricette spedite in regime ''Dpc''. In questo caso il danno erariale ammonta ad 9.737,53 euro.

Infine ci sono ben 772 richieste in cui non vi è alcun tipo di riscontro con le ricette e che pertanto devono ritenersi formalmente inesistenti. Queste appropriazioni hanno determinato un danno economico quantificato in 37.866,43 euro.



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