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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità martedì 11 novembre 2014 ore 15:35

Magherini, il pm: "A giudizio i sette indagati"

Foto dal profilo Facebook "Gli amici del Maghero"

La richiesta della Procura per i carabinieri e i soccorritori del 118 accusati di omicidio colposo per la morte dell'ex calciatore della Fiorentina



FIRENZE — Riccardo Magherini morì a 40 anni la notte tra il 2 e il 3 marzo 2013 in Borgo San Frediano. Secondo quanto emerso dai risultati dell'autopsia sul suo corpo e sostenuto dall'accusa del procuratore Giuseppe Creazzo e del pm Luigi Bocciolini il decesso sopraggiunse per la "concausa" tra l'assunsione di cocaina, una disfunzione cardiaca e l'asfissia dovuta "con molta probabilità" alle modalità con cui fu operato il suo fermo da parte dei carabinieri giunti sul luogo.

Per questo motivo, la procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro militari dell'arma e i tre soccorritori del 118 chiamati successivamente e accusati di non aver valutato correttamente le condizioni di Magherini. L'accusa, per tutti, è di omicidio colposo mentre uno dei carabinieri è accusato anche di percosse, vale a dire quei calci che in un video ripreso col telefonino da un abitante di Borgo San Frediano Magherini chiede che non gli siano dati.

Quella notte, secondo quanto è stato ricostruito, i carabinieri intervennero a seguito della segnalazione di una persona in forte stato di agitazione che aveva infranto una vetrina e portato via un cellulare.

"Le richieste di rinvio a giudizio sono una bella notizia. E ciò che differenzia la vicenda di Riccardo dalle altre, penso a quella di Cucchi, è che è successo tutto in una strada, con testimoni alle finestre" è stato il primo commento di Andrea Magherini, fratello di Riccardo. "Il nostro avversario è la prescrizione - ha aggiunto il padre Guido - Siamo contenti di andare a processo, è già un ottimo risultato, visto anche come vanno a finire altre vicende, come quella di Stefano Cucchi".

Quanto ai carabinieri indagati, il loro difensore Francesco Maresca ha detto di attendere "fiducioso l'udienza preliminare" spiegando che "già in quella sede cercheremo di chiarire la posizione dei carabinieri indagati".



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