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domenica 20 ottobre 2019

Attualità lunedì 19 gennaio 2015 ore 14:19

"Chiederemo l'esecutività della sentenza Toremar"

Parlano Franco Del Giudice, azionista di maggioranza di Toscana di Navigazione, e il suo legale, Marcello Vignolo: "Tuteleremo i dipendenti"



ISOLA D'ELBA — Pochi giorni fa il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla compagnia Toscana di Navigazione contro il provvedimento con cui la Regione affidò alla Moby il servizio di traghetti della Toremar per l'isola d'Elba e Capraia. Secondo il tirbunale amministrativo di secondo grado, adesso la Regione deve riaffidare il servizio proprio a Toscana di navigazione. Ma quali saranno i tempi dell'operazione che, fra l'altro, ha messo in grande allarme i dipendenti della Toremar? E soprattutto il 'cambio di gestione' avverrà sul serio oppure la compagnia contratterà una sorta di risarcimento per ritirarsi dai giochi?

Per adesso la Regione non si sbilancia mentre i suoi legali esaminano i dettagli della decisione del consiglio di stato. I vertici di Toscana di Navigazione hanno invece deciso di chiedere l'esecutività della sentenza e poi di attendere la prima mossa della giunta Rossi, come hanno confermato sia da Franco Del Giudice che dal suo legale Marcello Vignoli nelle interviste di Luca Lunedì pubblicate su Quinewselba che riportiamo qui sotto

INTERVISTA A FRANCO DEL GIUDICE - di Luca Lunedì - Quinewselba

"Il primo pensiero va ai lavoratori: "Capisco la loro preoccupazione ma stiano tranquilli, tuteleremo i posti di lavoro".

Le prime parole di Franco Del Giudice, l'armatore sardo che detiene il 65% di Toscana di Navigazione (a seguire ci sono l'ex senatore Salvatore Lauro e i soci elbani Tiziano Nocentini e Vincenzo Gorgoglione) dopo la sentenza choc che ha ribaltato il sistema dei trasporti marittimi elbani vogliono rassicurare chi, dai traghetti dipende quotidianamente.

Il secondo pensiero va a ripercorrere la vicenda e non può che esprimere la massima soddisfazione per il risultato raggiunto: "Mi rendo conto che eravamo in pochi ma non abbiamo mai smesso di crederci, eravamo nel giusto. La vera sentenza choc era quella del Tar che ci ha ingiustamente escluso per un'offerta aggiuntiva (sulla durata delle corse notturne, nda)".

Il terzo va agli elbani: "Voglio rassicurare tutti i cittadini elbani: non ci saranno diminuzioni di corse o aumento del costo dei biglietti. C'è un contratto in essere con la Regione e noi lo rispetteremo".

E proprio dalla Regione Del Giudice aspetta una chiamata: "Noi siamo rispettosi delle istituzioni, andremo avanti seguendo le procedure. Il prossimo passo è la notifica della sentenza per chiederne l'esecutività (come confermato dalle parole dell'avvocato Vignolo) e poi starà a loro decidere cosa fare. Ci chiameranno per fissare un incontro e decidere il da farsi".

Del Giudice poi ci tiene a chiarire un punto: "Ho letto che c'è preoccupazione per il trattamento sindacale della ex Siremar, ecco io, là, ho solo una piccola partecipazione. Nella mia azienda, in 17 anni non ho avuto mai un'ora di sciopero. Io sono figlio di un operaio, mi sono fatto da solo e capisco benissimo quali sono i problemi e le esigenze dei lavoratori. Questo è il mio biglietto da visita".

Un ingresso in Toremar che Del Giudice vuole fare in punta di piedi e senza portare stravolgimenti nell'organico: "Ci sono delle convenzioni in essere con la Regione e non le cambieremo. Capisco che una novità del genere possa creare allarme ma non è questo il caso".

Deciso anche quando parla del rapporto con Moby: "Con Onorato abbiamo già una conoscenza lunga alle spalle, ho visto che con Toremar c'è stato un percorso di unificazione, per esempio sulle biglietterie, ma ciò che è di Toremar è una cosa e quello che è di Moby è un'altra. Penso che la concorrenza sia la base per il miglioramento dei servizi e so che molti elbani la pensano così".

Conclude Del Giudice con un appuntamento: "Questi giorni sono molto pieni ma conto di venire presto all'Elba".

INTERVISTA A MARCELLO VIGNOLO - di Luca Lunedì - Quinewselba

"Eravamo nel giusto e lo sapevamo, non ci siamo arresi e abbiamo avuto giustizia". Non nasconde la propria soddisfazione l'avvocato Marcello Vignolo, titolare dello studio cagliaritano che ha curato la difesa della compagnia Toscana di Navigazione nel giudizio di fronte al Consiglio di Stato. Una difesa che il supremo giudice amministrativo ha ritenuto fondata ribaltando la sentenza del Tar che aveva invece accolto il ricorso di Moby consegnando alla famiglia Onorato le quote di Toremar.

"Ho letto le dichiarazioni di sorpresa di fronte alla sentenza del Consiglio di Stato - prosegue Vignolo - ma è una sorpresa che non ritengo giustificata: la sentenza del Tar era ingiusta così come lo era il diniego alla richiesta di sospensiva dell'assegnazione che avevamo presentato. Sapevano di avere una spada di Damocle sopra la testa, si dovevano aspettare un risultato come questo".

Vignolo prosegue lapidario: "A quella gara il mio cliente aveva presentato l'offerta migliore ed è stato escluso per un giudizio su di un'offerta aggiuntiva che la Regione poteva accettare o non accettare ma non inficiava l'offerta principale che, ripeto, era la migliore, come ha confermato il Consiglio di Stato. In pratica abbiamo offerto di più di quanto la Regione chiedeva e in nessun caso questo può andare a danno di chi la propone".

E proprio sulla Regione si spostano adesso i riflettori di questa vicenda: "Incontreremo a breve la Regione per ascoltare le proposte che ci verranno fatte ma la sentenza è chiara e noi ne chiederemo l'ottemperanza".

Che vuol dire entrare in Toremar ma sul come Vignolo apre a diversi possibili scenari: "Certo ci rendiamo conto che la situazione è cambiata con il passare del tempo: Toremar non ha più quel patrimonio che era l'oggetto della gara quindi il mio cliente valuterà tutte le alternative ma su un punto la sentenza è chiara: parla del passaggio delle quote e entro gennaio chiederemo ne chiederemo l'esecuzione".

Se quindi la proposta della Regione non dovesse soddisfare Toscana di Navigazione, oppure la compagnia ritenesse che Toremar non vale più l'offerta fatta, si aprirebbe il capitolo, per ora ritenuto residuale, del risarcimento del danno: "Certo - conclude Vignolo - sul tavolo c'è anche questa possibilità: c'è da calcolare il valore delle concessioni, i mancati introiti di cui il mio cliente non ha potuto usufruire, è un calcolo complicato anche perchè la somma sarebbe ingente. Ma prima aspettiamo le mosse della Regione".



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