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venerdì 20 settembre 2019

Politica martedì 10 marzo 2015 ore 14:15

Sì alle riforme, soddisfazione dei dem toscani

Dal tweet di Renzi alle parole di Boschi e Bonifazi ai "distinguo" della Bindi. Scintille tra il segretario toscano Parrini e la minoranza Pd



FIRENZE — "Voto riforme ok alla Camera. Un paese più semplice e più giusto. Brava Maria Elena Boschi, bravo Emanuele Fiano, bravi tutti i deputati di maggioranza #lavoltabuona". Il tweet del presidente del consiglio Matteo Renzi arriva praticamente in tempo reale con l'approvazione della riforma costituzionale da parte della Camera. E immadiatamente dopo, ecco anche i commenti dal Parlamento di diversi big toscani. A partire da chi, materialmente, ha messo in piedi le modifiche al titolo V della Costituzione, il nuovo Senato e anche la nuova legge elettorale.

"Abbiamo fatto un passo in avanti, è un nuovo tassello per il quale dobbiamo ringraziare i deputati - ha commentato il ministro Boschi, prima artefice del percorso sulle riforme - Ora si va avanti, abbiamo tanti argomenti da affrontare, a cominciare da scuola, fisco e Pubblica amministrazione". Che ha riservato un commento anche alle polemiche interne provenienti dalla minoranza Pd che ha chiesto esplicitamente modifiche al testo della legge elettorale per poter dare nuovamente il suo assenzo: "Nel Pd ci sono tanti luoghi di confronto - si è limitata a dire Boschi - ed è giusto approfondire gli elementi che arrivano da esponenti di rilievo del partito, ma l'importante è non interrompere il percorso".

Di "voto storico" di cui "sono fiero" ha invece parlato il segretario toscano dei democratici Dario Parrini che, a sua volta, non ha però mancato di polemizzare con "le cose meno storiche" tra cui "Fassina che ha detto di non seguire l'indicazione del suo gruppo e che come Civati non ha partecipato al voto o ancora Cuperlo, D'Attorre e Bindi che sono intervenuti per dire che votavano sì adesso ma voteranno no nei prossimi voti se non avranno quel che chiedono".

Un concetto, questo, spiegato proprio da Rosi Bindi. "Questa riforma, insieme all'Italicum, è un cambiamento profondo del sistema istituzionale - ha spiegato - Per non bloccare il processo riformatore Bindi ho votato sì ma se il governo non modificherà la legge elettorale e questa riforma, nelle future votazioni non voterò a favore".

Tra gli altri toscani a commentare subito l'esito del voto in aula, poi, ecco anche il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi ("L'Italia ha pagato un prezzo altissimo per la paura di cambiare. Orgoglioso di aver detto sì alla #RiformaCostituzionale" ha scritto su Twitter) e il senatore Andrea Marcucci ("La fine del bicameralismo fa un altro passo in avanti. Stiamo rendendo l'Italia un paese più veloce, anche nel fare le leggi") mentre per il responsabile organizzazione del Pd toscano, Antonio Mazzeo, si tratta di un risultato frutto "del coraggio delle nostre idee, di non cedere ai ricatti e di essere protagonisti del nostro futuro".

Infine una notazione: tra i democratici che siedono sui banci di Montecitorio, in 18 non hanno partecipato al voto, 7 dei quali erano però assenti giustificati. Tra questi ultimi, anche i toscani Roberto Becattini e l'ex ministro Maria Chiara Carrozza.

Enrico Rossi - dichiarazione


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