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Attualità venerdì 13 febbraio 2015 ore 10:00

Pilade, il comunista che legge le e-mail di Renzi

Dal Prc di San Miniato a Palazzo Chigi: così l'uomo che cura la posta del premier e scrive libri "nostalgici" sull'Urss è diventato un personaggio

FIRENZE — Il suo ruolo ufficiale è quello di "responsabile della corrispondenza" di Palazzo Chigi. Tradotto: la persona incaricata di leggere tutta la posta (elettronica) che arriva all'indirizzo del premier (matteo@governo.it), selezionarla, suddividerla per argomenti e importanza o cestinarla laddove si tratti di spam o materiale "inconsegnabile".

A metterli l'uno accanto all'altro, sembrerebbe quanto meno improbabile che possano collaborare e lavorare insieme. Di più. Curricula alla mano si direbbe impossibile che Matteo Renzi possa riporre fiducia cieca nel suo operato. Eppure è così. E non è un caso se lo scorso agosto, in compagnia della moglie Elena Ulivieri, ha fatto i bagagli e dalla tranquilla vita di San Miniato si è trasferito in un piccolo appartamento a Roma a due passi da Palazzo Chigi.

Il lui in questione si chiama Pilade Cantini, anni 42, un passato da assessore di Rifondazione Comunista proprio a San Miniato (Pisa) e un trascorso recente a Palazzo Vecchio, nella segreteria dell'allora assessore alla mobilità Massimo Mattei con cui il rapporto, ricordano gli interessati, risale al lontano 1988 e a un concerto di Guccini a Empoli. 

Guai, però, dire a Pilade che si è "renzianizzato". Ché lui risponderà orgoglioso di essere ancora convintamente comunista citando come prova la sua ultima fatica letteraria chiamata "Piazza Rossa - La provincia toscana ai tempi dell'Urss" con la copertina rosso fuoco e i disegni di falce, martello e Stalin. E se ancora non bastasse, aprirebbe magari una pagina di Youtube per far ascoltare una delle canzoni del suo gruppo, chiamato Aeroflot, che tra le hit principali annovera "Quanto grano" o "La ballata de Il resto del Cremlino".

Sul suo lavoro, come da regole interne al governo, non si lascia invece sfuggire una parola. Si sa solo che sul suo computer, ogni giorno, passano centinaia e centinaia di mail. Lui le guarda, le legge, le analizza, le spulcia. E poi, giura, tutte quelle selezionate le consegna a Renzi che a sua volta le rilegge.

Nei giorni scorsi la sua storia è riecheggiata sulle pagine del Corriere della Sera e, subito dopo, la sua voce smaccatamente toscana è risuonata via etere in tutta Italia grazie alle trasmissioni Un giorno da pecora su Radio Rai e Il Volo del mattino su Radio DeeJay. E la sua simpatia e schiettezza, unite alle sue indubbie capacità e intelligenza frutto degli studi in scienze politiche e filosofia, hanno impiegato un attimo per conquistare tutti. 

Renzi compreso, evidentemente. Al punto che, si dice, il rapporto tra i due si sia fatto così forte proprio nel suo ultimo periodo da sindaco a Firenze. Quando, per capirsi, prima di mandare in stampa i suoi libri voleva che l'ultima parola l'avesse una persona in particolare. Facile capire che fosse proprio il "compagno Pilade".

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