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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità lunedì 24 novembre 2014 ore 16:16

In prima fila contro il gioco d'azzardo

Servizio di Tommaso Tafi

Arriva in Toscana la campagna "Liberi dal gioco d'azzardo"; gli organizzatori hanno chiesto al governo di limitare gli spot tv a favore del gioco



FIRENZE — Negli ultimi 6 anni i giocatori patologici in cura nei Sert della Toscana sono passati da 300 a 1300. Non solo; il 4% circa degli adolescenti è ritenuto ad alto rischio dipendenza, se non rientra già nella categoria dei giocatori compulsivi.
Un quadro allarmante, quello della Toscana che poco si discosta da quello del resto del paese. Tanto è vero che in tutta Italia è stata lanciata una nuova campagna di comunicazione dal titolo "Liberi dal gioco d'azzardo".

Gli organizzatori della campagna, i membri dell'associazione Mettiamoci in gioco, hanno realizzato una serie di spot da distribuire in Tv o in radio e che spiegano che l'illusione della vittoria al casinò, piuttosto che al gratta e vinci o al videopoker, è destinata a rimanere tale, visto che "perdere è matematico". E' stata poi creata una rete di associazioni e istituzioni che sui loro siti internet, nei loro canali social e nelle loro sedi, metteranno in risalto il logo della campagna di sensibilizzazione contro il gioco. 

"Noi faremo la nostra parte - ha detto la vicepresidente della Regione, Stefania Saccardi che proprio oggi in Giunta ha presentato una delibera, approvata, per finanziare con 200 mila euro il potenziamento dei Sert - ma anche il governo deve darci una mano rivedendo in senso restrittivo la norma che permette gli spot a favore del gioco d'azzardo e delle scommesse". 
Una posizione fatta propria anche dalla presidente dell'Anci Toscana, Sara Biagiotti. "Come comuni possiamo fare campagne di sensibilizzazione nelle scuole e dare seguito alla legge nazionale che vieta la costruzione di sale gioco a ridosso dei luoghi di culto o delle scuole stesse - ha detto Biagiotti - ma contro il fenomeno del gioco on line ci vuole una battaglia culturale. Che è più difficile da fare se in tv passano pubblicità, magari con sportivi famosi, che invitano a giocare nella speranza di facili guadagni". 



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