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Attualità venerdì 24 gennaio 2020 ore 17:38

Jsw chiede un'altra proroga per il Piano industriale

Il sindaco Ferrari: “Proroga inaccettabile, serve un unico atto per il futuro di Piombino. Avere il coraggio di smarcarsi dai ricatti dell’azienda”



PIOMBINO — “Jsw Steel Italy ha chiesto una proroga di quattro mesi per la presentazione di un piano industriale preliminare: è inaccettabile che l’azienda continui a tenere un intero territorio appeso a un filo”. Il sindaco Francesco Ferrari ha commentato la richiesta di proroga da parte della proprietà dell’impianto siderurgico piombinese. 

“Il termine per la presentazione del piano industriale è scaduto, l’azienda aveva assicurato al Ministero dello Sviluppo economico che entro una settimana avrebbe presentato il piano di investimenti che la città aspetta dal luglio del 2018. Oggi, invece, arriva una richiesta di proroga adducendo la scusante del mancato adempimento da parte del Ministero e della Regione Toscana agli impegni contenuti nell’accordo di programma. Tutto ciò è inaccettabile: l’azienda prova e tenere in scacco le istituzioni e, di conseguenza, una città intera. E mentre i lavoratori aspettano di conoscere quale sarà il proprio futuro, si continua solamente a sperimentare la lavorazione dell’acciaio al piombo”.

Jsw pretende concessioni giocando sulla condizione critica di un territorio: chiede ulteriori quattro mesi per presentare un piano industriale che dichiara essere preliminare e, dunque, ancora una volta non risolutivo.
È giunto il momento di avere il coraggio di smarcarsi dai ricatti dell’azienda, di cambiare strategia pretendendo conseguenze certe per il mancato rispetto degli impegni. - ha aggiunto Ferrari -  È di certezza che Piombino ha bisogno, non di istituzioni superiori ricattate da un’azienda che si approfitta di un territorio“.

“È indispensabile cambiare approccio: oggi più che mai si impone la necessità di superare i numerosi accordi di programma e di stilare un unico atto concreto che affronti complessivamente tutti i temi cruciali del territorio, a partire dalle bonifiche, dalle opere infrastrutturali e dall’industria; il tutto con impegni economici certi da parte dei vari ministeri, anche sulla base dei finanziamenti che l’Europa ha dichiarato di mettere a disposizione per la riqualificazione ambientale. Solo così la siderurgia diventerebbe un tassello importante dell’economia del territorio ma non l’unico. Piombino potrà rinascere solo diventando luogo di sperimentazione di una nuova politica nazionale ed europea. - e ha concluso - Questo è ciò di cui Piombino ha bisogno, è il contenuto del documento che abbiamo proposto al tavolo al Mise e l’unica azione veramente risolutiva per i problemi del territorio”.



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