Cultura

Pensare con il corpo, la danza piange Simone Forti

Pioniera dello stile postmoderno, la coreografa aveva ricevuto il Leone d'Oro. La fuga dall'Italia per le leggi razziali, la parabola artistica

Simone Forti

Si è spenta a 91 anni a Los Angeles la coreografa, danzatrice e artista fiorentina Simone Forti, pioniera della danza postmoderna con cui ha rivoluzionato il concetto stesso di movimento visto non solo come esecuzione di gesto artistico ma come modalità di esplorazione del sé e dell'universo, introspezione ed estroversione individuale nel mondo.

Pilastro della sua poetica performativa era l'idea di poter pensare con il corpo, visione con cui Forti ha saputo influenzare la danza contemporanea del Novecento, tanto da essere premiata col Leone d'Oro alla carriera nel 2023 alla Biennale della Danza di Venezia.

Classe 1935, nata a Firenze, ad appena tre anni dovette lasciare la Toscana e l'Italia a seguito delle leggi razziali emanate dal regime fascista. Primo approdo Berna, poi Los Angeles. Negli Stati Uniti, a Portland in Oregon, Forti aveva affrontato studi universitari in biologia. A San Francisco, invece, la conoscenza con Anna Halprin e la nascita di un sodalizio artistico che avrebbe lasciato il segno nella danza con una concezione basata sullo spontaneismo fra capacità di improvvisazione, ascolto del corpo, interazione con lo spazio.