GIALLO Mazzola

Francesco Guccini "Vogliamo ricordarti com'eri"

Il 6 agosto ci ha lasciati Francesco Guccini (1940-2026), uno dei più grandi cantautori italiani e delle voci più autorevoli della cultura del secondo Novecento.

Ha firmato e interpretato canzoni entrate nel nostro immaginario collettivo come Dio è morto, La locomotiva, Cyrano, Aschwitz e L'avvelenata, la più celebre e fiera tra queste. Ha riunito in sé profonda umanità, impegno civile, ricerca letteraria e una straordinaria capacità di raccontare il tempo che scorre, la memoria, le nostre fragilità. Una scrittura poetica ricercata, ricca di riferimenti storici, filosofici e letterari, che ha influenzato generazioni di musicisti e lettori, facendo di lui uno degli ultimi intellettuali a tutto tondo, capaci di lasciare un segno nella cultura italiana.

Accanto all'attività musicale, Guccini ha costruito un percorso altrettanto significativo come scrittore. Ha pubblicato romanzi, raccolte di racconti, memorie e opere dedicate alle storie dell'Appennino tosco-emiliano, ambientate tra Pavana e Sambuca Pistoiese, i luoghi della sua infanzia e dove ha deciso di trascorrere i suoi ultimi anni di vita. Anche in questo caso per una prosa colta e profondamente evocativa. Negli ultimi anni aveva progressivamente lasciato le scene, dedicandosi soprattutto alla scrittura e agli incontri con il pubblico, continuando a riflettere sul tempo, sulla memoria e sul valore delle parole, che considerava il vero filo conduttore della propria vita artistica. Francesco si è spento a Pavana all'età di 86 anni.

Una delle collaborazioni più fortunate nel noir italiano è quella di Francesco Guccini con lo scrittore bolognese Loriano Macchiavelli. Insieme, hanno dato vita a una serie di romanzi gialli ambientati sull'Appennino, con protagonista il maresciallo Santovito. Tra i titoli più noti figurano Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti, Un disco dei Platters, Questo sangue che impasta la terra, Lo spirito e altri briganti, Che cosa sa Minosse, Tango e gli altri, Vola Golondrina. Questi gialli uniscono mistero, memoria storica e tradizioni popolari, diventando un punto di riferimento per gli appassionati del genere.

Sempre in collaborazione con Macchiavelli, Guccini ha scritto anche i tre gialli Malastagione (2011), La pioggia fa sul serio (2014) e Tempo da Elfi (2017) con protagonista l'ispettore della Forestale Marco Gherardini, detto “Poiana”.

Vi presentiamo alcuni di questi noir, di vario tipo, che potranno tenervi compagnia nelle vostre calde vacanze “agostane”:

Macaronì (Mondadori, 1997) è il primo felice frutto della scrittura a quattro mani di Guccini e Loriano Macchiavelli, il libro è ambientato alla fine degli anni ’30. La trama prende il via quando nel piccolo paese appenninico di Campodimaggio viene ritrovato il cadavere sfigurato di uno sconosciuto. A condurre le indagini è il giovane maresciallo dei Carabinieri Benedetto Santovito, piemontese di origini, trapiantato in una realtà contadina impenetrabile e chiusa. Per risolvere il mistero, Santovito dovrà scavare negli “faide” di paese e risalire indietro nel tempo fino alle rotte dell’emigrazione clandestina verso le miniere della Francia, dove molti italiani – spinti dalla miseria e disprezzati col soprannome di “macaronì”, nome derivato dal nostro “maccheroni”– cercavano fortuna tra stenti e violenze. La ricerca dell’assassino diviene una potente indagine sociale e storica sui traumi dell’emigrazione e sui segreti custoditi dalle montagne.

Malastagione (Mondadori, 2011) è un noir contemporaneo dedicato all’ambiente. Questo libro inaugura la saga ambientata nell’Appennino dei giorni nostri e guidata dalla coppia investigativa formata dall’ispettrice di polizia Marco “Poiana” Santamaria e dall’ispettore forestale Marco Gherardini.

La vicenda prende le mosse dal ferimento di un giovane cacciatore nei boschi e dalla successiva scomparsa di una ragazza del luogo. Quello che all’inizio sembra un tragico incidente di caccia rivela ben presto una fitta rete di complotti: la tranquilla vita dei paesi montani è minacciata dalle mire della speculazione edilizia e dalle ecomafie che cercano di abbandonare rifiuti tossici nelle valli. I due autori costruiscono un poliziesco teso e attuale, denunciando il degrado del territorio e l’aggressione alla natura selvatica.

Vola Golondrina (Giunti Editore, 2023) appartiene al genere del giallo storico, impeccabilmente rigoroso. Sullo sfondo della guerra civile spagnola e dell’Italia fascista, il romanzo fa intrecciare i destini personali e gli eventi della “grande” storia attorno alla scomparsa di un giovane italiano. Il romanzo è ambientato tra la fine degli anni ’30 e la Seconda Guerra Mondiale, muovendosi tra l’Appennino emiliano, la Spagna dilaniata dalla Guerra Civile e la Francia occupata dai nazisti. La trama ruota appunto intorno all’improvvisa e misteriosa scomparsa di quest’uomo, partito per combattere nelle Brigate Internazionali, a sostegno della Repubblica spagnola contro i franchisti. Anni dopo, mentre la guerra spazza l’Europa, l’indagine sulla sua sorte fa incrociare storie di partigiani, vecchi compagni d’armi e spie del regime fascista. Guccini e Macchiavelli firmano un appassionante racconto sul prezzo della libertà, sul senso della militanza politica e sui sacrifici di una generazione che ha lottato per un ideale universale di giustizia. Temi da sempre cari al “Maestro”.

Ciao Francesco, con queste poche parole, abbiamo soltanto voluto ricordarti com’eri: un punto di riferimento per generazioni di artisti, lettori e appassionati in genere.

Tu hai ci posto con le tue opere tante domande, sta adesso a noi cercare le risposte.

A cura dello Staff della Biblioteca Fonte Mazzola di Peccioli

CONSIGLI DI LETTURA:

Perché proprio il giallo a Fonte Mazzola?

Tutto è iniziato nel 2016 con Parole Guardate, il nostro Festival del giallo. Un progetto di contaminazione tra teatro, letteratura e scrittura, per adulti e bambini.

La particolarità del progetto Parole Guardate è stata quella di incentrare le sue attività e gli eventi sulle opere di un unico scrittore: negli anni sono stati protagonisti grandi e prolifici autori come Maurizio de Giovanni, Romano De Marco, Marilù Oliva, Giampaolo Simi, Piergiorgio Pulixi, penne che hanno riscosso molto successo e affetto da parte del pubblico.

La Biblioteca Comunale e Archivio Fonte Mazzola, con i suoi 400 metri quadri di ampiezza e una collocazione spettacolare sul limitare della campagna pecciolese, è stata inaugurata il 26 gennaio 2019. Qui puoi trovare una sezione dedicata al giallo italiano e straniero (americano, inglese, nord-europeo, francese…) e un patrimonio librario composto da oltre diecimila volumi, più la preziosa collezione del prof. Arnaldo Nesti, consistente in altri novemila volumi e la donazione del Prof. De Santi, strutturata in altri mille libri, rari e di pregio, monografici sul cinema.

Tutti gli spazi sono utilizzabili in assenza dell’operatore bibliotecario ogni giorno dalle h. 8 alle 24 (compresi la domenica e i giorni festivi), tramite un codice personale di accesso. L’iniziativa, unica sul territorio della Valdera, è il fiore all’occhiello della nostra Biblioteca e permette a numerosi studenti e utenti di frequentare in libertà, ma con assoluto rispetto, le sale a disposizione.

Qui troverai una Biblioteca dei Ragazzi con un’ampia varietà di letture dedicate ai giovani e suddivise per fasce di età disposte in una luminosa sala, rivolta verso l’Anfiteatro Fonte Mazzola.