Mentre continuano incessantemente le operazioni di spegnimento e bonifica del vasto incendio partito dalle pendici Monte Faeta, emergono sviluppi nelle indagini: ci sarebbero due indagati, due giardinieri di Lucca accusati di incendio boschivo colposo aggravato. L’ipotesi è che le fiamme siano partite durante alcune operazioni di pulizia in un oliveto, sfuggendo poi al controllo e propagandosi rapidamente anche a causa del vento.
Dal 28 Aprile, il rogo ha bruciato oltre 700 ettari di vegetazione. Dal punto d'origine l'incendio si è esteso dalla Lucchesia al versante Pisano, arrivando ad assediare la frazione di Asciano a San Giuliano Terme, dove nelle fasi più critiche sono state evacuate circa 3500 persone. Alcune sono stati accolte nelle strutture ricettive organizzate a San Giuliano terme e le persone con fragilità sono state assistite sino al rientro nelle rispettive abitazioni iniziato la sera del 1 Maggio.
Secondo quanto reso noto dalla Polizia, impegnata insieme a Carabinieri e Guardia di Finanza in servizi di vigilanza al fine di impedire accesso all’area evacuata, prevenire atti predatori e fornire soccorso pubblico alla popolazione, tre abitazioni risulterebbero danneggiate.
Sul versante lucchese sono ancora 120 le persone evacuate a Santa Maria del Giudice.
Intanto, nel quinto giorno di fuoco sul Monte Faeta sono 197 i vigili del fuoco al lavoro per spegnere l'incendio boschivo tra le province di Lucca e Pisa.
142 sono impegnati sul fronte pisano e 55 su quello lucchese, con rinforzi provenienti anche da Emilia Romagna e Liguria. 66 i mezzi di soccorso impiegati. Alle operazioni partecipano squadre a terra supportate da mezzi aerei: attualmente in azione 3 Canadair e 2 elicotteri Erickson S-64 della flotta aerea del Corpo nazionale. "Permangono alcuni focolai attivi, in particolare sul versante pisano - spiegano i vigili del fuoco- ma il calo del vento sta determinando un miglioramento delle condizioni generali e una maggiore efficacia delle operazioni di contenimento".
Determinante nelle operazioni l'invaso inaugurato lo scorso Settembre nel comune di San Giuliano Terme, che ha permesso di accorciare il tragitto degli elicotteri impegnati a caricare e scaricare acqua sulle fiamme. “Il vento pazzesco ha dilatato il rogo di questi giorni – aggiunge il presidente -, lo stesso vento per lungo tempo non ha permesso ai Canadair di avvicinarsi ed avere un laghetto a un chilometro dalle prime fiamme piuttosto che dover percorrerne quindici per andare a riempirsi sul mare ha fatto per gli elicotteri la differenza”.
“Oggi - rimarca Giani - se l'incendio è stato fermato prima di arrivare a colpire abitazioni e vite umane coprendo con le fiamme borghi e paesi è proprio anche grazie a questa infrastruttura, che ha facilitato il lavoro degli elicotteri. La situazione è ora sempre più sotto controllo”.
La Regione raccomanda la massima prudenza e ricorda che in presenza di vento è tassativamente vietato effettuare abbruciamenti di residui vegetali e agricoli. “È fondamentale la collaborazione attiva di tutti i cittadini nel rispettar le norme che regolano lo smaltimento delle potature – evidenzia il presidente della Toscana, Eugenio Giani -:questo per prevenire ulteriori emergenze e non aggravare una situazione già fortemente gravosa”.
Questa mattina la sala operativa regionale antincendi boschivi è stata impegnata nella gestione di 7 nuovi roghi.