Una donna in quarantena a Firenze per esposizione ad Hantavirus, le rassicurazioni del presidente della Regione Eugenio Giani, le indicazioni dell'Ordine dei medici: e anche l'Agenzia regionale di sanità (Ars) Toscana ha fatto il punto sul virus che spaventa il mondo, riportando la memoria alla pandemia da Covid-19 che il pianeta si è faticosamente lasciato recentemente alle spalle.
In un'apposita pagina sul suo portale, Ars ha creato una sorta di vademecum con le risposte sui protocolli di sorveglianza, le spiegazioni su questo tipo di virus, le sue modalità di trasmissione, i sintomi e le possibili cure, le indicazioni su eventuali segnalazioni di casi sospetti.
Come per i Coronavirus, anche gli Hantavirus sono una famiglia. Sono soprattutto i roditori selvatici a far da serbatoi e vettori di trasmissione. L'uomo può infettarsi entrando in contatto con urine, saliva o feci di roditori infetti anche tramite superfici infette, ma anche per inalazione respirando particelle contaminate disperse nell’aria ad esempio durante la pulizia di ambienti chiusi frequentati dai roditori.
"Secondo l’Istituto superiore di sanità e il Ministero della Salute, gli Hantavirus non si trasmettono normalmente attraverso gli alimenti e, nella maggior parte dei casi europei, il contagio interumano è estremamente raro", chiarisce Ars.
I ceppi
Gli Hantavirus presentano più ceppi. Quelli europei e asiatici sono più spesso "associati alla cosiddetta febbre emorragica con sindrome renale (HFRS). Eccone alcuni:
- Puumala virus: diffuso nel Nord Europa, generalmente provoca forme più lievi
- Dobrava-Belgrado virus: associato a forme più severe
- Seoul virus: presente in diverse aree del mondo e associato ai ratti
- Hantaan virus: storicamente descritto in Asia.
Ci sono poi ceppi americani in grado di provocare la sindrome cardiopolmonare da Hantavirus (HCPS), caratterizzata da grave insufficienza respiratoria. Il più noto è il Sin Nombre virus.
Sintomi e cure, le segnalazioni
I sintomi d'esordio dell'infezione sono spesso aspecifici, con febbre, stanchezza, dolori, mal di testa, nausea e disturbi gastrointestinali. Poi però nelle forme più severe iniziano a comparire cali di pressione, alterazioni emorragiche, insufficienza renale o difficoltà respiratoria e polmonite interstiziale.
Dopo il contatto, il periodo di incubazione varia tra una e 6 settimane.
La terapia antivirale specifica universalmente approvata non c'è. Il paziente è trattato con cure di supporto, anche intensivo nei casi più gravi quanto a respirazione ed eventuale dialisi per l'insufficienza renale, e diviene determinante la presa in carico ospedaliera precoce.
In presenza di un caso sospetto o accertato, la normativa nazionale prevede l’obbligo di segnalazione ai Dipartimenti di prevenzione territorialmente competenti