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giovedì 20 giugno 2019

Attualità martedì 26 maggio 2015 ore 16:29

Acqua-amianto, l'ISS esclude rischi

Ma la risposta non convince i Comitati. La Regione aveva chiesto all'Istituto Superiore di Sanità di normare la quantità di amianto nelle acque



FIRENZE — L'Istituto Superiore di Sanità è l'organo preposto a fissare i parametri dei valori per l'amianto nelle acque potabili.

Nelle conclusioni inviate alla Regione in risposta a una richiesta dell'assessore regionale all'ambiente Bramerini, il Dipartimento ambiente e prevenzione dell'Istituto Superiore di Sanità chiarisce che "sulla base delle conoscenze attuali e delle conclusioni a cui sono giunti enti internazionali di riferimento, la situazione nell'acqua non deve essere percepita come un rischio incombente per la salute pubblica né per quanto riguarda l'eventuale dose di fibre ingerite né per la concentrazione eventualmente trasferita dall'acqua all'aria".

"Allo stato l'Istituto non ritiene che sussistano i requisiti di necessità per indicare un valore di parametro per l'amianto diverso da quello già indicato dall'Epa americana - concludono i tecnici dell'Iss - Valore che è pari a 7 milioni di fibre per litro". 

"Nelle acque toscane, al momento - spiega un comunicato dell'ufficio stampa della Regione - sono state rilevati valori massimi nell'ordine di una decina di fibre per litro oppure assenza delle fibre".

Di tutt'altro avviso le associazioni e i comitati che hanno promosso la campagna contro l'amianto nell'acqua destinata all'uso umano.

"L'ultima classificazione compiuta dall’Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro sulle forme di asbestosi sicuramente cancerogene per l’uomo comprende anche quella derivante dall’amianto ingerito - si legge in una nota - E questo tipo di cancerogeni non ha soglia: l’unica soglia possibile per la sicurezza dei cittadini è zero. Pertanto nell’acqua potabile la concentrazione deve essere zero".

"Colpisce quindi il tranquillizzante comunicato emesso oggi dalla Regione Toscana, certo funzionale alla campagna elettorale del presidente Enrico Rossi bocciato dalle associazioni e dai movimenti per la difesa di una buona acqua pubblica - prosegue la nota -  Alla Regione e all'Istituto Superiore di Sanità suggeriamo quindi vivamente di leggere quanto prima la ricerca dell'Arc dove la pericolosità dell’amianto ingerito è messa nero su bianco". 

"Purtroppo è in inglese ma traduciamo le conclusioni, per semplicità e per favorire una lettura consapevole agli esperti della Regione Toscana e dell'ISS -  spiegano i comitati nella nota - Esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. Le fibre in amianto provocano il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe e delle ovaie. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto. Tutte le forme di amianto sono cancerogene per l’uomo”.

 "A Enrico Rossi, Anna Rita Bramerini e a tutti coloro che giocano con la salute dei toscani lanciamo una sfida - conclude la nota - Siete pronti a bere un bicchiere d'acqua con dentro sbriciolate un po' di fibre di amianto? Prima delle elezioni se possibile".

I promotori della campagna contro l'amianto nell'acqua sono ABC Pistoia, ssociazione Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole, associazione Esposti Amianto, associazione Rifiuti Zero Firenze, Attac Firenze, Collettivo Fondo Comunista, Comitato 21 Marzo Gavinana, Comitato acqua bene comune Prato, Comitato acqua bene comune Valdarno, Comitato fiorentino Acqua Bene Comune, Comitato H2O Montevarchi, Comunità delle Piagge, CPA Firenze-Sud, Csa Next Emerson, Cub Sanità Firenze, Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, l'Altracitta - giornale della periferia, Medicina Democratica, perUnaltracittà.



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