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martedì 18 giugno 2019

Attualità lunedì 27 luglio 2015 ore 12:25

Affitti boom a Livorno, Firenze, Siena e Pisa

​Sono queste le province toscane a più alta densità di locazioni secondo i dati di SoloAffitti. Ma il primato va a Santa Croce sull'Arno



FIRENZE — Livorno è la provincia toscana con la maggiore densità di famiglie che abitano in affitto (18,6 per cento), seguita da Firenze ( secondo posto con il 18,1), Siena e Pisa (terzo ex-aequo con il 16,9 per cento). È quanto emerge da un’analisi* di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato in Italia nella locazione.

Sono in linea con la media regionale della Toscana (16,6 per cento) le percentuali di contratti di locazione che vengono stipulati a Massa Carrara (quarto posto regionale con il 16,3 per cento), Pistoia e Prato (5° posto ex-aequo e 15,9 per cento). Meno utilizzati gli affitti in provincia di Arezzo, Grosseto e Lucca.

Il Comune toscano con la più alta densità di locazioni (25,9 per cento di famiglie in affitto) è Santa Croce sull’Arno in provincia di Pisa. Fra le grandi città si distinguono Pisa (secondo posto in regione con il 24,7 per cento), Firenze (sesto posto con il 21,9 per cento) e Livorno (settimo posto con il 21,6 per cento), anche se, in generale, gli affitti tendono a concentrarsi nei centri urbani più piccoli.

Le famiglie ricorrono di più agli affitti a Marradi (terzo posto con il 24,1%), a Ponteferraio (quarto posto con il 24 per cento) sull'isola d'Elba, e a Montecatini (quinto posto con il 23,7).

Seguono in coda alla classifica Pontedera (ottavo posto con il 21,3 per cento), Colle di Val d'Elsa (nono posto con il 21,2 per cento) e Aulla (decimo posto con il 20,8 per cento).

“In Italia fino ad oggi a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d’immobili e molto meno a chi va in affitto - ha spiegato Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti - Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei."

"Del resto anche da noi sta cambiando la visione culturale dell’affitto: non è più una soluzione transitoria - prosegue Spronelli - In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21 per cento della cedolare secca certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10 per cento della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale”.

Fra le regioni italiane dove si ricorre molto all’affitto, la Toscana occupa il nono posto in una graduatoria dominata da Campania, Valle d’Aosta e Liguria.



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