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giovedì 17 ottobre 2019

Attualità venerdì 20 gennaio 2017 ore 20:08

"Economia dilaniata a causa del lupo"

Allarme di Coldiretti Toscana: “Se le cose non cambiano i nostri allevatori perdono il diritto di fare impresa". E i lupi salgono a 600 unità



ROCCALBEGNA — Secondo recenti studi dell'Università di Firenze, nei boschi toscani vivrebbe una popolazione pari a seicento lupi, per 108 gruppi riproduttivi. Erano 72 nel 2013. L'allarme è stato lanciato dalla Coldiretti Toscana, che, tramite un comunicato, prende le difese degli allevatori vittime di danni da lupi e ibridi. 

Lupi e canidi - si apprende - padroneggiano nelle campagne della Toscana, dove le aree più colpite sono Maremma e provincia di Siena; proprio in Maremma negli ultimi anni trecento pastori hanno alzato bandiera bianca e hanno chiuso la propria impresa.

Cambia anche la tipologia delle vittime: prevalentemente pecore ma anche animali come esemplari bovinivitelli. Gli allevatori denunciano, oltre alla ingente perdita di capi, anche danni indotti. Come la diminuzione di latte prodotto dal bestiame, impaurito in seguito agli attacchi. Con la conseguente difficoltà a mantenere gli sbocchi commerciali e la presenza sul mercato.

“Se le cose non cambiano - sostiene Tulio Marcelli, Presidente di Coldiretti Toscana - per i nostri allevatori viene meno il diritto di fare impresa. Certamente le azioni intraprese non sono sufficienti. La politica degli indennizzi costituisce solo un palliativo, ed è insufficiente. Come del resto possiamo dire che è rimasto inattuato, nelle sue parti sostanziali, l’accordo del luglio 2014, che prevedeva azioni di conservazione del Canis lupis con interventi di prevenzione e riduzione delle predazioni. In questo accordo ci avevamo creduto – sottolinea Marcelli – ma allo stato delle cose ci troviamo costretti a ritirare la nostra firma per denunciarne con forza la mancata attuazione”.

Ma cosa chiede la Coldiretti Toscana intensificando la propria mobilitazione? “Abbiamo inviato alla Regione un documento con alcune precise richieste – dice Antonio De Concilio, Direttore di Coldiretti Toscana – che integra quello già presentato con la manifestazione #Riprendiamocilterritorio nel quale chiediamo l’approvazione e l’immediato avvio del piano di conservazione e gestione del lupo. Inoltre chiediamo di procedere all’immediata realizzazione di piani di contenimento e controllo di cani vaganti e ibridi, attraverso la collaborazione con i diversi Corpi di polizia. Inoltre – continua De Concilio – chiediamo alla Regione di rendere disponibili risorse finanziarie, complementari, per sostenere interventi di prevenzione in grado di limitare le azioni di predazione sul bestiame. Per i risarcimenti, è necessario superare il regime di de minimis che impone un limite massimo di erogazioni per ciascuna azienda di 15mila euro in tre anni. 

Infine – conclude De Concilio – occorre promuovere misure di sostegno agli investimenti delle imprese zootecniche che sono costrette a modificare l’organizzazione del proprio ciclo produttivo per limitare il rischio di attacchi al bestiame. La misura dovrà essere accompagnata da un sostegno al reddito per compensare la perdita di produzione nel periodo necessario ad attivare i nuovi investimenti strutturali”.



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