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martedì 15 ottobre 2019

Attualità martedì 14 febbraio 2017 ore 22:48

Unità di crisi anche per Floramiata

​Vertenze: negli ultimi tre mesi 42 tavoli di crisi per 10 mila lavoratori coinvolti. Tra le aziende anche Floramiata, a Piancastagnaio



PIANCASTAGNAIO — Sono stati 42 i tavoli di crisi su altrettante vertenze aperti e seguiti dall'Unità di crisi lavoro della Regione Toscana, nel periodo dal 1 novembre 2016 al 31 gennaio 2017. Per un totale di 10.379 lavoratori coinvolti (sia dipendenti diretti che indiretti) e 8.314 posti di lavoro a rischio. 

Di questi - fa sapere la Regione - i tavoli attivati per la prima volta in quest'ultimo periodo sono 17, per 1.994 lavoratori coinvolti e 869 posti di lavoro che risultano a rischio (si riferiscono, cioè, ad aziende in cui vi siano esuberi dichiarati o si faccia ricorso ad ammortizzatori sociali).

Ecco le aziende con tavoli attivi nel periodo considerato.

Firenze: Bekaert (ex Pirelli), Braccialini, Carapelli, Cavalli, Cementir Sacci, Cibis - Centro Commerciale I Gigli, Emilio Pucci, Fondazione Maggio Fiorentino, Il Ponte, La Falegnami, Malo, Mercatone Uno in A.S., Richard Ginori, Sims, Targetti. Arezzo: Cantarelli, Consorzio Terranuova.

Grosseto: Abbigliamento Grosseto.

Livorno: Aferpi, Cave di Campiglia,Consorzio Gruppo Greco,Donati Laterizi, Elettra Energia, Grandi Molini Italiani, Magona (Arcelor Mittal), Provincia Livorno Sviluppo,Trailer.

Pisa: AtiSale/Locatelli Saline, Cassa Risparmio di S. Miniato, Ericsson, Italiaonline, Geofor, Officine Ristori, Smith International, Teseco.

Lucca: Toscana Pane; Massa Carrara: Costa Mauro, Eaton, Sanac.

Siena: Coop. La Boscaglia, Whirlpool, Floramiata.

Il grosso delle vertenze riguarda il settore dell'industria (86 per cento) e, solo in percentuale minima, quelle legate ad agricoltura (4 per cento), commercio, magazzinaggio, alloggio e ristorazione (4 per cento). In misura minore vi rientrano attività finanziarie e assicurative (2 per cento), informazione e comunicazione, edilizia, servizi (1 per cento).

Nel corso del 2016 - continua ancora il comunicato - osservando più da vicino i settori industriali colpiti dalla crisi, risultano più numerosi i tavoli aperti nel settore del manifatturiero: metallurgia e siderurgia (51 per cento), metalmeccanica (15 per cento), altro manifatturiero (21,4 per cento). Più contenuti i numeri di tessile abbigliamento (7,5 per cento), gomma, cotto, ceramica, vetro e cristallo (4,9 per cento). 

Oltre ai numeri delle vertenze, il report dà anche conto delle dimensioni aziendali delle imprese coinvolte in tavoli di crisi nel corso del 2016: nel 53 per cento dei casi si tratta di unità produttive con un numero medio di addetti compreso fra 51 e 250; il 23 per cento delle aziende ha più di 250 addetti, il 19 per cento fra 16 e 50 e il 2 per cento ha 15 o meno addetti. Nel 56 per cento dei casi le aziende passate per i tavoli dell'unità di crisi appartengono a gruppi o, comunque, ad aziende con stabilimenti anche fuori regione, mentre il 44 per cento è composto da aziende che non appartengono a gruppi.

Nei prossimi giorni il Report periodico sarà disponbile on line sul sito della Regione. Consulta il Report



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