FIRENZE
Oggi 18°30° 
Domani 21°36° 
Un anno fa? Clicca qui
lunedì 29 agosto 2016

Attualità mercoledì 03 febbraio 2016 ore 10:41

Etruria, prime richieste di rinvio a giudizio

La procura sarebbe pronta a portare davanti al gup tre persone con l'accusa di ostacolo alla vigilanza. Tra loro non ci sarebbe l'ex presidente Rosi

AREZZO — Si tratta solo del primo filone d'inchiesta, quello aperto dal procuratore aretino Roberto Rossi alla fine del 2013 e che si poggia sulla relazione degli ispettori della Banca d'Italia che, al termine dell'ispezione effettuata nell'istituto di via Calamandrei, avevano rilevato criticità nel bilancio 2012. 

Un filone d'indagine che, secondo fonti vicine agli investigatori riprese dall'Ansa, avrebbe portato il procuratore a rinviare davanti al giudice per l'udienza preliminare l'ex presidente della Bpel, Giuseppe Fornasari, l'ex ad Luca Bronchi e il dirigente Davide Canestri. Per tutti e tre l'accusa sarebbe quella di ostacolo alla vigilanza.

Rossi, secondo l'Ansa, avrebbe notificato l'atto di chiusura delle indagini, oltre ai tre già citati, anche all'ex presidente e all'ex ad della società Methorios, Fabio Palumbo ed Ernesto Meocci. E non a Lorenzo Rosi, l'ultimo ex presidente di Banca Etruria, uscito così da questo filone d'inchiesta.

L'udienza davanti al gup è fissata per il 10 marzo prossimo.

Parallelamente si starebbe concludendo un secondo filone che riguarda invece le false fatturazioni, relative, secondo l'accusa, a operazioni inesistenti. Un filone che vede indagati, oltre allo stesso Fornasari, anche Lorenzo Rosi e l'ex amministratore delegato Bronchi.

Nel 2015, il terzo filone, in cui sono indagati Lorenzo Rosi e l'ex consigliere Luciano Nataloni. Questa volta l'accusa è quella di conflitto d'interessi per aver autorizzato finanziamenti da parte della banca a 14 società tra cui  alcune riconducibili agli stessi indagati.

A tutto questo si aggiunge un quarto filone, che è quello che riguarda gli esposti presentati dalle associazioni dei consumatori e dagli ex obbligazionisti dell'istituto che hanno perso tutto dopo il decreto del governo.

E, infine, il tribunale civile di Arezzo lunedì discuterà il ricorso per insolvenza presentato dal commissario liquidatore di Banca Etruria, Giuseppe Santoni.

Se dovesse arrivare il via libera anche queste carte arriverebbero sul tavolo del procuratore Rossi che aprirebbe così un quinto filone di indagine puntando i riflettori sull'ultimo consiglio d'amministrazione. E dunque sul presidente Rosi e sui consiglieri, compreso il padre del ministro delle Riforma, Maria Elena Boschi, Luigi. 

Tag

Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Cronaca

Cronaca

Attualità