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martedì 25 giugno 2019

Attualità lunedì 24 novembre 2014 ore 15:55

Arno, nel 2018 addio al rischio di alluvione

Servizio di Serena Margheri

L'annuncio di Erasmo D'Angelis, capo missione di #italiasicura. Firmati contratti di fiume per interventi e provvedimenti su 8 corsi d'acqua toscani



FIRENZE — Quattro casse di espansione che saranno completate da qui al 2017 e quindi il rialzo della diga di Levane l'anno successivo. Cinque opere pubbliche grazie alle quali, nel 2018, l'Arno potrà finalmente dire di essere sicuro e Firenze al riparo dal possibile ripetersi di un alluvione come quella del 1966.

E' quanto ha spiegato stamani Erasmo D'Angelis, capo missione di #Italiasicura, a margine di una iniziativa sui cosiddetti "contratti di fiume". Un appuntamento nel corso del quale D'Angelis ha anche spiegato come, grazie a un investimento globale da 9 miliardi di euro, il governo confidi di mettere in maggiore sicurezza dal punto di vista idrogeologico almeno tre quarti del territorio italiano da qui al 2020.

"Abbiamo davanti a noi sei anni di lavori e investiremo soldi veri - ha aggiunto - Due miliardi provengono da un residuo recuperato in questi mesi, cinque miliardi dal fondo di sviluppo e coesione 2014-20 e altri due da cofinanziamenti regionali e fondi europei. Nella storia italiana non c'è mai stato un investimento di questa portata . Inizia ora una fase in cui l'Italia comincia a essere piu' sicura".

E per fare il punto della situazione sui 7mila cantieri che dovranno partire su tutto il territorio nazionale, D'Angelis ha già fissato tra 2 anni il " tagliando" della missione #italiasicura da tenersi proprio nel capoluogo toscano.

"Faremo un primo tagliando per capire a che punto siamo con i lavori - ha aggiunto D'Angelis - e cosa è stato fatto. Ce la faremo e il primo test sono i circa 300 cantieri che abbiamo aperto in questi mesi grazie alla nomina dei presidenti di Regione come commissari di governo contro il dissesto". D'Angelis ha infine ricordato che "grazie allo Sblocca Italia anche se c'è un ricorso contro un'opera, dopo l'assegnazione della gara il cantiere sarà non stop fino al termine dei lavori". 

Intanto dal Carrione all'Albegna, fino all'Ombrone e alla Pesa, sono otto i corsi d'acqua da gestire a breve, in Toscana, attraverso lo strumento dei Contratti di fiume. "Con il Contratto di fiume - ha spiegato Marco Bottino, presidente dell'Urbat - enti, comitati, associazioni, cittadini e 'stakeholder' interessati, a vario titolo, a un corso d'acqua, siedono a un tavolo comune per discutere interventi e provvedimenti. L'obbiettivo è dare inizio ai lavori in modo concordato, evitando, ad esempio, il continuo verificarsi di ricorsi e contestazioni che spesso frenano il procedere di lavori già decisi e finanziati".

Nel corso della mattinata è stato poi consegnato un riconoscimento al Comune di Calenzano che si è distinto proprio per l'eccezionale livello di sicurezza idrogeologica, classificandosi al primo posto nel rapporto di Legambiente e Protezione Civile "Ecosistema rischio 2013".



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