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martedì 18 dicembre 2018

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

​Scarselli: viaggio in Giappone

di Riccardo Ferrucci - martedì 09 ottobre 2018 ore 11:18

Sbleng , tecnica mista su tela, cm .140 x 140, 2015

Abbiamo incontrato nel suo studio di Bientina Marcello Scarselli in procinto di partire per il Giappone dove presenterà una sua mostra a Tokyo “ Il rumore della mia terra”. I segni moderni e musicali della sinfonia dell’artista richiamano la pittura di Klee, Mirò, Rothko, ma mai evocati come modelli da imitare, semmai compagni di un viaggio nella modernità e testimonianza di una ricerca personale e matura. Per Scarselli l’arte diventa necessità di comunicare un proprio modo di descrivere la realtà, di raffigurare pittoricamente sogni, invenzioni che trovano, sulla tela o sulla carta, una propria adesione al reale per dirigersi verso una dimensione fantastica e ancestrale. La bellezza del lavoro artistico di Scarselli risiede proprio nella mancanza di certezze, nel continuo sforzo di trovare un nuovo punto di vista per raccontare le proprie emozioni , far riaffiorare la liricità in mezzo alle periferie industriali, raccontare in modo nuovo i sogni e le fatiche dell’uomo, cercando una dimensione lirica in mezzo alla quotidianità e al grigiore della vita. Scarselli riesce a coniugare profondità e leggerezza, creando un mondo visionario estremamente complesso, ma che possiede anche la semplicità di una lettura infantile. Perché è soltanto tornando bambini che si scopre la verità e i segreti, che restano celati agli adulti, a chi è ormai irrigidito e incapace di sognare, ascoltare la voce segreta del cuore e della fantasia.

Come nata l’idea di questa nuova mostra “Il rumore della mia terra” che presenti nei moderni spazi del Plaza Tokiù nel quartiere Ginza di Tokyo?

Il titolo della mostra l’ho scelto personalmente, significa raccontare attraverso un gruppo di opere la mia vita, dall’infanzia ad oggi, con le diverse esperienze umane ed artistiche che ho vissuto in questi anni. Con la mia pittura cerco di raccontare, i suoni, i colori, il dinamismo di questa terra antica che è la Toscana. Considero la mia pittura informale, segnica, gestuale rivolta alla ricerca e alla sperimentazione, la figura non è del tutto assente, tende a trasformarsi in un segno, in un elemento grafico che va a inserirsi come forma nell’opera. Utilizzo quasi sempre tecniche miste, preparo la tela o la tavola come se fosse un affresco inserendo strati di stucchi incrociati, uso pigmenti, terre, colori acrilici, resine all’acqua, il dipinto è sempre in umidità, poi levo, metto, sgraffio, inserisco scritture gestuali libere quasi a raccontare la mia parte interiore. Un ringraziamento particolare per la realizzazione dell’evento va fatto al Sig Tajima, un mio collezionista, che stimo molto e che mi ha dato la possibilità di realizzare una mia mostra in questo stupendo posto. Grazie infinite Sig .Tajima. Questa persona l’ho conosciuta durante una mia mostra a Milano a Porta Nuova, in un atelier di moda, ed è nata un’amicizia profonda che ha permesso di realizzare questa iniziativa in Giappone.

Quali sono gli elementi fondanti della tua pittura ?

La mia pittura nasce dal mio vissuto, dai mie ricordi e quando dipingo sono sempre accompagnato dalla musica, dal rumore che è fonte di inspirazione continua per le mie opere. Credo molto nel simbolismo, un modo per ricordare, rispettare e non dimenticare il nostro passato. I protagonisti che affollano spesso le mie tele sono figure di vecchi contrapposti che dialogano, uccellini stilizzati, simboli,scale, fili, tagli di paesaggi, oggetti del passato ma anche del futuro, tutto questo viene prelevato nella mia corte immaginaria ricca di ricordi di un passato semplice, ma vero. Spero che la mia arte possa arrivare al pubblico giapponese e questo sia l’ inizio di una grande storia. Il quadro che andrò a realizzare tra non molto avrà come titolo “fresco mattino”: i colori molto delicati, due figure che si guardano, inizia il dialogo e la ripartenza della vita.

Quante opere presenti in questa tua esposizione?

Presento 38 opere: 3 sculture e 35 opere pittoriche, alcune di grandi dimensioni. Sono dei lavori che racchiudono otto anni di attività contrassegnati da importanti mostre che ho realizzato al Museo Piaggio di Pontedera, al Palazzo Pretorio di Certaldo, al Palazzo Pretorio di Volterra ed a Roma. Sono anni in cui la mia pittura è cresciuta di intensità e di valore simbolico, è diventata un viaggio profondo nella realtà umana.

Hai già realizzato delle mostre all’estero, ma questa è il tuo primo approdo in Oriente, in Giappone ?

E’ la prima volta che presento una mia personale in Giappone, un luogo che mi affascina molto. Sono molto legato ai simboli, ai segni e il mondo giapponese ha un vero culto per i simboli, con la loro scrittura ricca di segni ed ideogrammi. La mia pittura è molto gestuale e la loro tradizione è ricca di gestualità, di riti e percorsi antichi. E’ quindi una cultura lontana, ma a cui mi sento molto vicino.

Dalla Toscana al Giappone : in questo tuo viaggio poetico porti una tradizione storica importante dalla tua regione ?

Sicuramente porto in questo viaggio la mia terra d’origine : i paesaggi, i colori, le forme. Ognuno di noi a un proprio mondo poetico, un cortile dove ritrova il senso di un passato e di una vita ricca di piccoli episodi. Una vita bella da raccontare, da vivere e da mostrare a questo pubblico lontano, che spero si senta comunque vicino alla mia sensibilità e coinvolto dal mio lavoro.

Riccardo Ferrucci

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