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martedì 19 novembre 2019

Cronaca martedì 04 ottobre 2016 ore 20:15

Si ammalò di silicosi, accusati titolare e medico

L'operaio ha respirato per anni polveri di silice cristallina. Il pm ha chiesto un anno e sei mesi per i due imputati



EMPOLI — Un operaio si ammalò di silicosi in fabbrica, una vetreria industriale di Empoli dove per anni è rimasto esposto alle polveri di silice cristallina: oggi, per questa vicenda, il pm Filippo Focardi ha chiesto al tribunale di Firenze una condanna di un anno e 6 mesi per il titolare dell’azienda e il medico che garantiva i controlli sanitari.

L’accusa per i due imputati è di lesioni gravissime colpose; l’operaio, un fresatore, per molti anni fu tenuto a lavorare in un ambiente di lavoro dove si inalavano ingenti quantità di silice e per questo subì una patologia irreversibile, la silicosi, malattia che sembrava sparita e che anticamente veniva contratta da chi lavorava in miniere e cave. Il pm ha accusato il datore di lavoro di non aver curato le misure necessarie a evitare malattie professionali nell’azienda, e il medico di non aver vigilato sulla patologia che nel corso degli anni insorgeva nel dipendente.

Alla requisitoria del pm si è aggiunta la richiesta dell’Inail, parte civile con l’avvocato Giuseppe Quartararo, per un risarcimento danni complessivo, tra danno patrimoniale e non patrimoniale, di circa 36.000 euro. L’Inail ha evidenziato, tra l’altro, che l’imprenditore avrebbe dovuto preoccuparsi di attivare le precauzioni necessarie a prevenire malattie e infortuni sul lavoro, specie da quando l’azienda mise in produzione marmi sintetici, da cui durante le lavorazioni (taglio, molature, fresature) sprigionano polveri di silice. mentre per il medico è stato sottolineato la grave carenza di “sorveglianza sanitaria”, obbligatoria tanto più che facendo lavorazioni rischiose, la vetreria paga un premio supplementare all’Inail.

Prossima udienza il 20 gennaio 2017 quando sarà prevista sentenza.



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