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domenica 08 dicembre 2019

Attualità giovedì 25 aprile 2019 ore 15:00

25 Aprile, in migliaia cantano "Bella ciao"

Grande partecipazione alla manifestazione a Firenze, in piazza Signoria, per la festa della Liberazione. Tensione fra antagonisti e forze dell'ordine



FIRENZE — Migliaia di persone hanno preso parte alla cerimonia istituzionale organizzata in piazza Signoria per celebrare il 74mo anniversario della Festa della Liberazione. Dopo l'alzabandiera in piazza Santa Croce, un lungo corteo aperto dai gonfaloni del Comune di Firenze e dell'Anpi ha percorso le vie del centro fino a piazza della Singoria, fra gli applausi di centinaia di persone.

Prima dell'inizio della cerimonia sull'arengario di Palazzo Vecchio, la folla ha intonato "Bella ciao", accompagnata dalla Filarmonica Rossini di Firenze. Subito dopo è stato suonato l'inno di Mameli e infine sono intervenuti dal palco il sindaco Dario Nardella, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, la vicepresidente dell'Anpi nazionale Vania Bagni, il presidente dell'istituto storico della Resistenza Giuseppe Matulli. Presente anche il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura David Ermini.

"Essere qui è un dovere e non un'opzione per chi ricopre cariche pubbliche - ha dichiarato il governatore Rossi - Hanno tentato in tanti modi di cancellare questa data, ci è stato detto che era divisiva ma ogni volta che si cerca di comprime la Festa della Liberazione, la Festa risorge per un moto spontaneo dei cittadini".

"La Festa della liberazione è un bene di tutti - ha ribadito il sindaco Nardella - E' la festa di tutta la città, non di una parte".

Contemporaneamente, nella zona di piazza santa Croce, ci sono stati momenti di tensione durante il corteo "di opposizione sociale" promosso dal collettivo Iam (Iniziativa antagonista metropolitana). Durante la sfilata alcuni manifestanti hanno tentato di deviare verso piazza Signoria ed è volato qualche spintone con le forze dell'ordine. La situazione è comunque tornata in breve tempo alla normalità.

"Abbiamo sfidato il divieto a manifestare perché volevamo parlare anche noi - si legge in un comunicato dai rappresentanti di Iam -  È così grave? Tutti gli anni da quel palco si fa appello a noi giovani. Quotidianamente ci dipingono come menefreghisti e disinteressati. Non è così. Se ci sono degli eredi della lotta partigiana, di chi 74 anni fa ha deciso di lottare per un mondo migliore, sono i giovani uomini e donne che ogni giorno lottano contro politiche di sfruttamento e razzismi. Oggi tutti parlano di "antagonisti" ma la realtà è che un' intera generazione non ha più alcuna fiducia in questa classe politica. E non sopporta più le sue ipocrisie".




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