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martedì 17 settembre 2019

Attualità lunedì 23 ottobre 2017 ore 15:15

Acqua, lotta alle perdite dell'Autorità idrica

Relazione dell'Autorità idrica toscana in Consiglio regionale. Nel 2016 sono stati realizzati 200 milioni di investimenti. Perdite al 37%



FIRENZE — In Toscana la gestione del servizio idrico integrato è affidata a otto gestori che si occupano di quasi 34mila chilometri di acquedotti, 15mila chilometri di reti fognare e 1202 impianti di depurazione. Per fare il punto della situazione sul servizio idrico tra qualità, investimenti e tariffe è stato organizzato un focus a Firenze nel palazzo del Pegaso, sede del consiglio regionale. A presentare la relazione annuale il direttore generale Autorità idrica toscana Alessandro Mazzei

In Toscana nel 2016 sono stati realizzati 200 milioni di investimenti, per la manutenzione e sostituzione di reti e impianti ed attività collegate alla ricerca e alla riduzione delle perdite, perdite che si attestano ancora intorno al 37%. Per l'Autorità idrica toscana bisogna riuscire a fare più investimenti senza aumentare le tariffe. Ma come? 

"Questo si può fare in due modi - ha sottolineato Mazzei - e non sono due modi che sono alternativi fra loro. Intanto cercando di avere più contributi dallo Stato e dalla Regione o dall'Europa per abbassare il peso degli investimenti che gravano sulle tariffe, l'altro ridurre i costi di gestione in modo tale che nelle tariffe a paritò di livello tariffario, ci sia più spazio per gli investimenti e meno per i costi di gestione".

Le tariffe toscane si confermano piuttosto elevate rispetto al dato medio nazionale, in Toscana una famiglia di tre persone spende mediamente 328 euro all'anno, a fronte delle 290 a livello nazionale. Per quanto riguarda il giudizio sul servizio idrico i cittadini si dicono soddisfatti e l'86 per cento degli utenti dà un giudizio positivo.

Per il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha rivolto ai gestori regionali del servizio idrico: "Più investimenti e meno dividendi. Gli investimenti devono essere incrementati - ha detto - rispetto agli utili che vengono divisi dalle 7 società di gestione che riguardano il territorio della Toscana. Io parlo per il territorio che conosco più da vicino, il territorio di Firenze: il fatto che il gestore Publiacqua abbia 30 milioni di utili che vengono ridivisi, forse è un po' eccessivo rispetto a quanto di queste risorse annualmente potrebbe, invece, servire a coprire i buchi della rete, ovvero le perdite che arrivano a livelli che si avvicinano al 40%". 

Giani auspica inoltre il passaggio a un gestore unico, con un riallineamento delle concessioni: "Bisogna arrivare a far sì che la scadenza avvenga per tutti allo stesso momento, con proroghe che possano consentire di fissare un anno nel quale scadono tutte le concessioni", il tutto "con la prospettiva di riallineare anche le tariffe su un piano più basso, perché i cittadini devono pagare meno l'acqua".

Per Confesrvizi Cispel allungare la durata delle concessioni ai gestori del servizio idrico potrebbe "permettere ai gestori di continuare il loro piano degli investimenti, facendo più lavori strutturali e impiantistici che servono a mettere la Toscana in sicurezza", ha affermato Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana.

"Noi non dobbiamo interrompere questo lavoro positivo fatto in questi anni", ha detto De Girolamo, secondo cui "questo binomio che l'Autorità oggi presenta nel suo bilancio", ovvero la necessità di investire nella rete ma anche di evitare una esplosione delle tariffe, "penso che vada sostenuto e accompagnato con tutti quei meccanismi previsti dalla normativa nazionale, ma anche dalle normative regionali".



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