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sabato 15 dicembre 2018

Cronaca martedì 04 dicembre 2018 ore 17:53

Altalena fatale, indagata anche un'infermiera

Chiuse le indagini sull'incidente in cui perse la vita Sofia Salomoni, 22 anni. La sanitaria lavora nella centrale operativa del 118



FIRENZE — C'è anche un'infermiera del 118 fra le persone indagate per omicidio colposo per la morte di Sofia Salomoni, la ragazza di 22 anni, residente a Londa, che il 28 gennaio 2018 perse la vita cadendo da un'altalena montata ai margini di un dirupo, all'esterno di un'abitazione di Vicchio di Mugello. Nel procedimento sono indagati anche il proprietario della casa e il figlio di quest'ultimo e proprio in questi giorni la procura ha notificato a tutti e tre la chiusura delle indagini.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, spettava all'infermiera decidere quale fosse l'intervento di soccorso ottimale per la giovane dopo la caduta. Invece la donna, nell'esercizio di questa sua funzione, avrebbe omesso di allertare l'elicottero del 118 come invece prevede il protocollo operativo della Regione quando si verificano cadute dall'alto e politrauma. L'infermiera attivò solo un'ambulanza senza medico a bordo, determinando, secondo la pubblica accusa, un ritardo di circa due ore nell'arrivo dei soccorsi. Ritardo che per Sofia fu fatale: la ragazza morì per shock emorragico provocato dalla rottura della milza durante il viaggio in ambulanza verso l'ospedale di Careggi.

Sempre secondo gli inquirenti, anche l'assenza del medico a bordo dell'ambulanza e la mancanza di un'ecografo potrebbero aver pregiudicato la possibilità per i sanitari di fare un quadro corretto della gravità della situazione, anche al fine di decidere se portare Sofia a Careggi o nel più vicino ospedale di Borgo San Lorenzo.



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