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martedì 22 ottobre 2019

Attualità martedì 12 gennaio 2016 ore 15:27

Arte e moda si sposano a Pitti

Per rilanciare un settore uscito malconcio dalla seconda metà del 2015, il governo punta a creare in musei e siti archeologici le gallerie del costume



FIRENZE — A lanciare la proposta è stato il ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini, arrivato a Firenze per l'inaugurazione dell'89esima edizione di Pitti Uomo, la rassegna moda maschile più importante al mondo.

"Lancio un patto tra mondo della moda e mondo della cultura - ha detto Franceschini -: voglio apertura reciproca, e, senza barriere ideologiche o snobistiche, voglio aprire tutti i luoghi della bellezza alla moda, perché questi sono due pezzi dell'identità nazionale e questo dà carta in più alla competitività della moda italiana".

"Musei e siti archeologici - ha spiegato il ministro - possono essere tra i luoghi della bellezza italiana ed interagire con il sistema della moda, valorizzando al tempo stesso i nostri beni culturali".

La linea è tracciata, ma l'ultima parola spetterà ai direttori dei singoli musei che dovranno dire se vogliono o meno trasformare i loro siti in gallerie del costume in alcuni momenti dell'anno o meno.

Ma c'è chi ha già cominciato a pensare a questa possibilità. "Nel nuovo Consiglio d'amministrazione degli Uffizi - ha detto Franceschini - si sta discutendo una collaborazione tra Pitti immagine e le gallerie degli Uffizi per una mostra annuale ed un investimento sul museo del Costume, affinché diventi galleria di moda e costume".v

"L'accordo - ha spiegato poi il direttore degli Uffizi Heike Schmidt - riguarda la valorizzazione del museo: non si parla di sfilate. Quanto ai dettagli dell'intesa li annunceremo quando sarà pronta la prima mostra".

"Per ospitarle - ha aggiunto Schmidt - bisogna tenere conto in quale spazio debbano svolgersi. Se ci fossero affreschi andrebbero prese le necessarie precauzioni: nelle sale degli Uffizi, come è già stato visto, la cosa non è fattibile, ma ci sono altri spazi, senza opere d'arte, che potrebbero essere presi in considerazione".

Tutto questo per risollevare un settore che dopo una partenza a razzo nel 2015, da agosto in poi ha cominciato a soffrire. "Colpa della crisi dei mercati asiatici - ha spiegato il numero uno di Pitti Immagine, Gaetano Marzotto - e della paura che si è innescata nei compratori europei a causa dell'ingigantirsi dei flussi migratori".

La strategia è dunque quella di sfruttare il boom di turisti arrivati anche lo scorso anno in Italia per offrire loro non solo me meraviglie delle città d'arte, la bellezza del paesaggio e le specialità enogastronomiche, ma anche un'esperienza di lifestyle e un tuffo nel Made in Italy.

SERVIZIO - LA PITTI GENERATION TRA ARTE E MODA


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