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Attualità martedì 23 maggio 2017 ore 17:16

Emma Bonino chiama a raccolta contro la Bossi-Fini

Servizio di Dario Pagli

Lanciata nel capoluogo toscano la campagna di raccolta firme per una proposta di legge popolare che superi le regole attuali in tema di immigrazione



FIRENZE — Le firme raccolte a Firenze sono già 200 ma l'asticella si colloca molto più in alto a quota 50mila per poter superare la legge Bossi Fini e introdurre canali legali di ingresso, evitare situazioni di irregolarità e puntare su accoglienza, lavoro e inclusione. A lanciare dalle Murate la campagna ‘Ero straniero. L’umanità che fa bene’ è stata Emma Bonino. Presenti anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'assessore al welfare del Comune di Firenze Sara Funaro. 

"L'obiettivo è arrivare a integrare questo esercito di cosiddetti clandestini - ha detto Bonino - le richieste d'asilo vengono bocciate al 60 per cento e non è che la gente torna via, semplicemente va nel nero ed è sottoposta a tutti i ricatti possibili. Il problema per il nostro paese non sono gli otto milioni di immigrati regolari: quello che rende la gente nervosa sono quelli che finiscono nel nero". 

Le firme per ora sono state raccolte durante vari eventi pubblici, soprattutto durante i concerti a Nelson Mandela Forum, Obihall e Teatro Verdi. Il prossimo appuntamento sarà il 25 maggio a partire dalle 19 presso il Cinema Stensen di viale Don Minzoni nell’ambito di una serata dedicata al tema del fenomeno migratorio. Poi ancora si andrà avanti il 28 maggio durante la manifestazione sportiva ‘Porta Stiga’ in piazza San Iacopino a Firenze e ancora in occasione di diversi concerti in programma anche nei mesi estivi.  A dare la disponibilità come autenticatori delle firme sono stati anche dieci consiglieri comunali di diversi schieramenti politici. 

Il presidente della Regione Toscana è tornato nuovamente a criticare in modo molto duro la legge attuale spiegando che "in Italia ci sono 500mila invisibili, cioè persone facile preda della criminalità organizzata che sfuggono alle tasse e alla legalità: se vogliamo aumentare la sicurezza e conciliare le ragioni del cuore con quelle delle tasche e persino del fisco, ci vuole un approccio diverso. Noi proponiamo qualcosa di diverso da una sanatoria, come un permesso di soggiorno finalizzato alla ricerca di lavoro".  

Tra i promotori della campagna, sia a livello nazionale che locale, un fronte vasto e trasversale della società civile che lavora sul settore delle politiche migratorie e dell'inclusione socio-lavorativa, tra cui: Radicali Italiani, Acli, Anelli Mancanti, Arci, Asgi, Caritas, Centro Astalli, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Cospe, Libera, Oxfam. 



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