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giovedì 22 febbraio 2018

Cronaca mercoledì 21 dicembre 2016 ore 13:00

Fiumi di vino adulterato venduto come doc

Smantellata un'organizzazione criminale che vendeva falso vino di pregio in Italia e all'estero. Maxi-sequestro in un azienda dell'Empolese



FIRENZE — Vendevano in Italia e all’estero vino di bassa qualità, adulterato con l’aggiunta di alcol, spacciandolo per Brunello oppure Chianti e Sassicaia doc. L’organizzazione criminale, formata da dieci persone, ciascuna con un ruolo preciso, è stata smantellata dai Nas e dai carabinieri del nucleo tutela della salute di Roma dopo alcuni mesi di indagini. 

Agli arresti domiciliari i vertici, due napoletani e un imprenditore agricolo di Empoli nella cui azienda sono stati sequestrati trenta litri di alcol e novemila litri di vino rosso pronti per essere imbottigliati e contrassegnati con etichette, fascette, capsule e imballaggi che riportavano nomi e loghi di grandi marchi rigorosamente contraffatti. Imitazioni così perfette da trarre in inganno non solo i consumatori finali ma anche i commercianti.

L'inchiesta è iniziata dopo alcune segnalazioni giunte ai carabinieri da cittadini che avevano acquistato le bottiglie incriminate rendendosi  conto subito che qualcosa non andaba. Nel corso delle indagini sono state effettuate intercettazioni telefoniche ed eseguite numerose perquisizioni in Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Campania, in depositi e magazzini dove il vino veniva stoccato per poi essere venduto in Italia e all'estero. Fondamentale il sequestro preventivo dell'azienda agricola di Empoli, avvenuto nel febbraio scorso

Una partita di vino composta da 18mila bottiglie era stata spedita dalla banda anche in Costa Rica, in una località dove risiede uno degli indagati.



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