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martedì 23 luglio 2019

Attualità lunedì 30 novembre 2015 ore 17:46

Hiv, in Toscana scarsa conoscenza dei rischi

In occasione della giornata mondiale della lotta all'Aids, la Regione promuove la app I love-Safe Sex e 5 filmati proiettati nei cinema



FIRENZE — In Toscana l'andamento delle nuove diagnosi di Hiv è costante negli ultimi 5 anni - 297 nel 2014, tasso 7,9 per 100mila residenti - e la regione è quarta in Italia per incidenza: il 78,5% dei casi notificati riguarda il genere maschile, l'età media alla diagnosi è di 41 anni. 

Questo è quanto emerge dai dati del Registro Hiv gestito dall'Ars diffusi alla vigilia della Giornata mondiale della lotta all'Aids. Risulta anche oltre la metà delle nuove infezioni è diagnosticata in fase avanzata di malattia, il che comporta una compromissione del sistema immunitario, e che la maggioranza è attribuibile a contatti sessuali non protetti: per le donne più frequentemente, il 90,2%, in rapporti eterosessuali, per gli uomini il contagio è sia omosessuale nel 53,2% sia eterosessuale nel 34,8%. 

In generale la trasmissione eterosessuale è la più frequente per gli ultra-cinquantenni. 

A proposito del sesso sicuro, con riferimento ai giovani, si rileva poi che in base all'indagine Edit 2015 dell'Ars, su un campione di oltre 5mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni, è crollato in modo preoccupante il dato sull'utilizzo del profilattico rispettato a 7 anni fa. 

"Per contrastare la diffusione del virus Hiv - ha detto l'assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi - è fondamentale promuovere una corretta informazione, rivolta a tutta la popolazione, e in particolare ai giovani, per invitare all'adozione di comportamenti sicuri. Per questo da tempo la Regione Toscana promuove e sostiene programmi di sensibilizzazione, con interventi rivolti soprattutto ai giovani in ambito scolastico". 

Tra le iniziative messe in campo dalla Regione la App I love-Safe Sex  e 5 filmati trasmessi dal 27 novembre al 23 dicembre in 40 cinema toscani

Dai dati risulta anche che nella trasmissione dell'Hiv le persone che si sono infettate per droghe iniettive sono intorno al 5% nell'ultimo triennio. Ancora tra le donne sieropositive, una quota importante ha scoperto la patologia in gravidanza, 13% nell'ultimo triennio, grazie all'inserimento dello screening per l'Hiv nel libretto regionale per la gravidanza mentre nessun caso di trasmissione del virus tra madre e figlio è stato segnalato negli ultimi due anni. 



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