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Attualità sabato 17 ottobre 2020 ore 18:25

In un mese il triplo di ricoveri, la Toscana alza la guardia

Nelle ultime settimane l'incremento di ricoverati per Covid è stato quasi esponenziale. Più lento ma sensibile, secondo l'Ars, l'aumento in intensiva



FIRENZE — Mentre si attendono le nuove misure del Governo per contenere il contagio da Covid-19, la Toscana alza il livello di attenzione e si prepara a gestire la pressione che nei prossimi giorni presumibilmente aumenterà sugli ospedali e più in generale sui servizi sanitari: sono infatti già diversi gli ospedali che hanno riaperto i reparti Covid (vedi articoli collegati) e i Comuni che stanno organizzando i servizi per gestire la nuova ondata (a Pistoia, ad esempio, è stato riaperto il Centro Operativo Comunale chiuso a luglio scorso). 

A far pensare un rapido peggioramento della situazione, certificato a livello nazionale anche dall'Istituto Superiore di Sanità, sono i numeri dell'ultimo rapporto dell'Agenzia Regionale di Sanità (Ars) secondo cui nell'ultimo mese sono triplicati i ricoveri nei reparti ospedalieri dedicati ai pazienti Covid in Toscana. Un aumento descritto come "quasi esponenziale". L'Ars spiega infatti che "sono 359 le persone attualmente ricoverate nei reparti Covid, erano 170 una settimana fa e 111 quattro settimane fa". 

Per quanto riguarda le terapie intensive, termometro dei casi più gravi di infezione da SarsCov2, l'incremeto è stato "meno repentino", con un passaggio "da 24 ricoverati a 30, fino ai 51 attuali". Dati che, per l'Agenzia, sono indice "di un progessivo aumento delle risorse sanitarie ospedaliere impegnate, che sono costrette ad aumentare di nuovo il numero dei posti letto per i pazienti Covid-19". 

Il rapporto certifica anche che l'età media dei pazienti si è spostata intorno ai 43 anni ma sta tornando a salire la quota di chi ha più di 65 anni, mentre sul fronte delle scuole, tra il 15 settembre e il 15 ottobre, nel primo mese di scuola, sono stati 939 i casi positivi emersi. 

La soluzione proposta dall'Ars è quella di raddoppiare il numero di tamponi giornalieri da effettuare portandoli da oltre 10.000 a 20.000. Questo perché il cosiddetto "contact tracing" per il quale le Asl ora si stanno attrezzando (vedi articolo collegato), non sarebbe sufficiente a fronte di "un andamento esponenziale nella progressione dei casi" che in un mese sono aumentati quasi di cinque volte.



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