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Attualità venerdì 29 maggio 2020 ore 15:40

Inchiesta sulla gara per Tpl, è scontro

Le opposizioni chiedono di sospendere l'affidamento ad Autolinee Toscane dopo il blitz della Finanza. Ceccarelli: "Fiducia nell'operato della Regione"



FIRENZE — "Confermiamo la massima fiducia nella correttezza dell'operato dei funzionari dei nostri uffici e siamo certi che anche questo procedimento lo dimostrerà, così come accaduto fino ad oggi con i ricorsi in sede amministrativa", così l'assessore ai trasporti della Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli ha risposto alle domande che gli sono state poste all'indomani dell'acquisizione da parte della Guardia di Finanza di alcuni documenti relativi alla gestione della gara per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico locale a un unico gestore. Ieri, infatti, i finanzieri si sono recati nella sede della società vincitrice della gara, Autolinee Toscane del gruppo francese Ratp nell'ambito di un'indagine avviata dalla procura sul procedimento di gara, contrassegnato da anni di contenziosi legali con il consorzio di imprese toscane Mobit, l'altro contendente nella gara. 

L'apertura delle indagini, però, ha innescato le immediate reazioni delle opposizioni in Consiglio Regionale che ora chiedono di sospendere l'affidamento e annunciano interrogazioni in aula sulla gestione della gara e chiedono al presidente Rossi di riferire davanti all'assemblea.

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle (e candidata alla Presidenza della Toscana) Irene Galletti ha annunciato un'interrogazione sull'inchiesta aperta sulla gara Tpl. "Lasciamo ovviamente che sia la magistratura a far luce sulla vicenda ma è certo che se l'inchiesta dovesse confermare quanto emerso, sarebbe un terremoto per tutto il settore del tpl toscano, che in pieno Covid_19 ha bisogno di competenza e di trasparenza per riprogettare un servizio in grado di soddisfare le esigenze di un trasporto efficiente e sicuro anche sotto il profilo sanitario. Le conseguenze comunque rischiano di essere molto gravi".

"Ci auguriamo che la Magistratura faccia piena luce sull'ipotesi di turbativa d'asta nell'affidamento del trasporto pubblico locale toscano - ha detto il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli - A febbraio scorso, dopo un esposto presentato alla Magistratura e la denuncia dei consiglieri comunali di centrodestra in Consiglio comunale a Prato, per raccontare tutti gli intrecci fra Ratp, Regione Toscana e Partito democratico ho pubblicato un video e presentato un'interrogazione parlamentare per verificare la terzietà nel rispetto della concorrenza nella gara: il governo non ha mai risposto. A prescindere dagli esiti giudiziari in questa vicenda c'è una evidente mancanza di trasparenza, a partire dalla Regione Toscana che ha assegnato la gara ai francesi". "Della commissione che ha assegnato la gara ai francesi - ha aggiunto Donzelli - hanno fatto parte personaggi che hanno lavorato per le società di Ratp. E i responsabili del procedimento che si sono succeduti sono dirigenti che da molti anni hanno lavorato nel sistema pubblico, legati a doppio filo con la guida politica della sinistra in Regione".

Anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Maurizio Marchetti insieme al deputato azzurro Stefano Mugnai chiede "che Rossi venga in aula a riferire e intanto congeli ogni procedimento". "Il fascicolo che ieri ha dato luogo a un blitz della Finanza negli uffici di Autolinee Toscane dimostra che esistono margini di approfondimento e verifica a carico delle azioni della Regione Toscana sull’assegnazione del trasporto pubblico locale regionale", spiegano Marchetti e Mugnai aggiungendo: "Gli aspetti giudiziari non sono di nostra pertinenza e non sappiamo quali esiti avranno. Resta il fatto politico: questa vicenda è un tondo perfetto sull’incapacità di governance della giunta regionale toscana". 

Per il portavoce dell'opposizione e consigliere della Lega Jacopo Alberti “è evidente ormai che la gara del Tpl in Toscana è tutta da rifare“ definendola “l'ennesima macchia indelebile sulla vicenda è l'indagine della Procura, con relative perquisizioni, che vede tra gli indagati anche alcuni dipendenti della Regione. Se le ipotesi di reato venissero confermate, sarebbe gravissimo”. Le soluzioni, per Alberti sono due:“La gara va annullata: o si ripropone garantendo che il servizio resti in mano a aziende italiane; o si regolarizza il contratto ponte che permetterebbe alla Regione di mantenere il servizio pubblico ed evitare speculazioni”.



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