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martedì 23 aprile 2019

Attualità venerdì 16 settembre 2016 ore 15:00

"La terra dei fuochi è anche in Toscana"

Miryam Sacconi, Andrea Quartini, Enrico Cantone

Dopo gli arresti per traffico di rifiuti a Pisa, Pescia e Lucca il M5S chiama la commissione antimafia: "Segnalammo i fanghi a Montaione un anno fa"



FIRENZE — "Quando il presentammo il problema dei fanghi che venivano sversati nei campi di Montaione era il 3 settembre 2015". A dirlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini che ripercorre le tappe di un percorso sfociato nell'inchiesta culminata con gli arresti domiciliari per sei imprenditori toscani e 31 indagati. Tutti coinvolti nelle indagini della Guardia di Finanza che, insieme alla Forestale e all'Arpat, hanno portato alla scoperta dello smaltimento illegale del pulper, cioè i residui di lavorazione della carta e degli sversamenti di fanghi nocivi sui campi di Palaia, Peccioli e Montaione. 

"Le segnalazioni del traffico di camion che soprattutto di notte gettavano i fanghi nei terreni sono arrivate dai cittadini e noi abbiamo avvertito i sindaci", prosegue Quartini. La risposta che ha dato più noia in casa 5 Stelle è stata quella del sindaco di Montaione "che un anno fa ci accusò di creare allarmi inutili. Ora però l'inchiesta ha fatto capire che avevamo ragione". 

La questione dei fanghi non trattati è stata affrontata nel Consiglio comunale del 29 settembre 2015, dopo che il 7 settembre fu depositata un'interrogazione. "Il danno è alla salute prima di tutto, ma anche al tessuto economico e all'immagine stessa di Montaione - aggiunge la consigliera comunale Miryam Sacconi - siamo la città del tartufo e del pane ma se il pane è fatto con il grano dei campi dove viene versato quel fango il problema è grave". 

A questo punto, con le indagini ancora in corso, il Movimento 5 Stelle avanza delle richieste: "Non chiediamo la testa del sindaco ma che almeno si costituisca parte civile nel processo - dice Quartini - nel frattempo è ovvio che i terreni debbano essere bonificati". 

E se anche l'aggravante per mafia ipotizzata in un primo momento per i contatti con alcune aziende afferenti al clan dei Casalesi è stata per il momento accantonata, anche sui tentacoli in Toscana della malavita organizzata il M5S chiede che sia fatta luce: "Vogliamo che l'osservatorio sulla legalità in collaborazione con l'associazione Caponnetto sia esteso a livello regionale - conclude il consigliere regionale Enrico Cantone - e soprattutto chiediamo che la commissione parlamentare antimafia venga a raccontarci quali sono i rischi di infiltrazioni mafiosa nella nostra regione".

ENRICO CANTONE SU SVERSAMENTI SOTTOVALUTATI A MONTAIONE - dichiarazione


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