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venerdì 25 maggio 2018

Attualità martedì 13 febbraio 2018 ore 17:07

La Toscana celebra le vittime delle foibe

A Palazzo Panciatichi si è svolta la seduta solenne del Consiglio regionale per la Giornata del ricordo. Presente anche lo storico Marco Cimmino



FIRENZE — Il presidente del Consiglio regionale toscano Eugenio Giani ha aperto i lavori della seduta solenne del giorno del Ricordo. Nel corso della seduta sono poi intervenuti l’assessore alla presidenza della Giunta regionale Vittorio Bugli e lo storico Marco Cimmino.

Secondo il presidente del Consiglio per parlare delle foibe bisogna partire da una parola: scusa. "A più di 70 anni di distanza, quando si esce dalla dimensione della cronaca e si entra in quella della storia bisogna rendersi conto che certe impostazioni ideologiche ritardarono la comprensione di quello che effettivamente stava accadendo - ha detto Giani - Il maresciallo Tito era guardato con simpatia anche in Occidente. In realtà dietro Tito c’era il senso di una punizione esemplare dell’essere italiani nei territori in cui il maresciallo aveva fatto avanzare uno stato talmente innaturale che poi si è sgonfiato da solo. La storia oggi ci offre nella sua più ampia chiarezza ciò che hanno vissuto gli italiani solo per essere italiani". 

Il presidente Giani ha citato le testimonianze di chi ha vissuto l’esodo. 

"Trecentocinquantamila persone e più furono costrette a imbarcarsi per fuggire dalle loro terre, undicimila morti tra foibe e campi concentramento - ha spiegato Giani - C’è un senso di struggimento fortissimo per quanto accaduto in quelle terre che Dante Alighieri nella Divina Commedia identifica come italiane nel senso più naturale del termine. Mentre per secoli sono appartenute alla serenissima repubblica di Venezia. Per comprendere perché quelle terre non furono più italiane dopo la Seconda Guerra Mondiale c’è da pensare a come le autorità italiane accolsero la proposta di referendum lanciata dagli americani, forse per il timore che ciò significasse anche il referendum in Alto Adige, oltre che in Istria e Dalmazia. Il presidente Alcide De Gasperi forse ne fu condizionato. Oggi quei morti e quegli esuli sono ricordati degnamente, con onore e rispetto, si colma un vuoto con la solidarietà che avrebbe riscaldato molto i cuori di chi ne aveva bisogno nel dopoguerra". 

Giani ha ricordato che in Toscana questa giornata ha una dimensione particolare perché quest’anno, per la prima volta, l’assessorato alla cultura della Regione ha voluto che, così come accade da dieci edizioni per la Giornata della memoria, un pullman di studenti fosse accompagnato nei luoghi che ricordano la drammatica vicenda delle foibe.



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