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giovedì 18 luglio 2019

Attualità venerdì 12 luglio 2019 ore 16:05

Otto miliardi per il rilancio della Toscana

Regione, categorie economiche e sindacati hanno siglato il patto per lo sviluppo. Rossi: "Sette punti per tenere il motore su di giri"



FIRENZE — Regione Toscane e diciannove soggetti rappresentativi delle categorie produttive, dei sindacati e delle parti sociali hanno messo nero su bianco e sottoscritto un'intesa per lo sviluppo della Toscana.  Primo punto, il rilancio degli investimenti pubblici e privati in particolare in infrastrutture strategiche come la terza corsia dell'A1, la Tirrenica, l'alta velocità e il raddoppio della ferrovia Pistoia Lucca. Otto miliardi di euro che possono essere sbloccati e che nei prossimi cinque anni possono sbloccare 110mila posti di lavoro.

Secondo punto del patto per lo sviluppo, la staffetta generazionale tra lavoratori legata ai pensionamenti anticipati per favorire l'ingresso dei giovani con un impegno finanziario di 50 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo in tre anni. L'obiettivo è evitare che le imprese restino sguarnite di competenze in particolare per effetto di quota cento che, secondo gli studi nazionali, implica al momento un tasso di sostituzione di un terzo di ingressi rispetto ai pensionamenti.

Sempre sul fronte del lavoro, il patto intende risolvere il problema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro avvertita dalle imprese, soprattutto nei settori della pelletteria, della meccanica e meccatronica, della logistica e del turismo. Sarà migliorata, ha detto Rossi, la capacità dei centri per l'impiego di intercettare la domanda di lavoro per garantire una risposta a qualsiasi carenza di formazione segnalata dalle imprese nell'arco di un mese. Impegno finanziario di 10 milioni di euro in tre anni con la previsione di 10mila posti di lavoro in più.

E poi c'è il capitolo di Industria 4.0: obiettivo aumentare la propensione agli investimenti delle imprese soprattutto nel digitale con una spesa di 5 milioni del Fondo Sociale Europeo.

Il presidente Rossi e le parti sociali presenti alla firma del patto hanno però ricordato che la macchina funziona se non si riduce la liquidità delle imprese. Da qui l'inserimento nell'intesa di un capitolo sul sostegno al credito con la proposta di un fondo di garanzia di 30 milioni come riassicurazione delle garanzie rilasciate dai Confidi, di garanzie di 20 milioni per chi non può accedere al fondo centrale e di contributi per 10 milioni per abbattere i costi delle operazioni di garanzia.

Categorie economiche e imprese hanno poi particolarmente apprezzato l'idea lanciata dalla giunta regionale e, inserita nel patto, del marchio di localizzazione “Toscana”, una parola magica ha detto Rossi, che attrae i mercati internazionali. Tra i sette punti dell'intesa poi c'è l'economia circolare, su cui la Regione si è impegnata a siglare accordi con i distretti per completare il ciclo dei rifiuti: già concluso quello con il distretto conciario per 80 milioni per riassorbire 150mila tonnellate di scarti di produzione all'anno e ora si lavora sulla carta e sul tessile. 

Questi i firmatari del patto oltre alla Regione: Unioncamere Toscana, Confesercenti Toscana, Confcommercio Toscana, Cna Toscana, Confartigianato Toscana, Casartigiani Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Conservizi Cispel Toscana, Confapi Toscana Pmi, Confindustria Toscana, Cgil Toscana, Cisl Toscana, Uil Toscana, Legacoop Toscana, Confcooperative Toscana, Associazione Generale Cooperative Italiane Toscana, Coldiretti Toscana, Confagricoltura Toscana e Cia Toscana.



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