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sabato 21 settembre 2019

Attualità mercoledì 20 luglio 2016 ore 16:25

Pronto Badante, il numero verde scotta

Servizio di Serena Margheri

Più di 9.000 telefonate a cinque mesi dall'estensione a livello regionale del progetto che aiuta gli anziani in difficoltà. Molto critico lo Spi Cgil



FIRENZE — E il bilancio è lusinghiero, con più di 9.000 telefonate al numero verde, 1.853 visite a domicilio degli operatori autorizzati e 1464 buoni lavoro attivati.

Tante le telefonate arrivate al numero verde 800 59 33 88 (attivo da lunedì a venerdì dalle ore 8 alle 18 ed il sabato dalle ore 8 alle 13) e tante anche le visite domiciliari che l'operatore autorizzato compie a casa dell'anziano entro 48 ore dalla chiamata.

Significativo, per l'assessore, è anche il numero di quasi 1500 buoni lavoro attivati, che corrispondono a 440.000 euro, il che vuol dire che questo primo aiuto al manifestarsi della fragilità dell'anziano è stato utilizzato da quasi 1.500 famiglie, attivando un rapporto di lavoro, occasionale ma regolare in quanto comprensivo di oneri Inps e Inail, con un/una assistente familiare.

Fortemente critico invece il Sindacato Pensionati Cgil della Toscana. “Il servizio è stato attivato, nel 2014, in via sperimentale in alcune zone della Toscana centrale – dice Bruno Calzolari, segretario dello Spi Cgil Toscana con delega all’area sociosanitaria. Da subito, come Sindacato, abbiamo fatto presente all’assessore Saccardi che c’è una totale mancanza di equità nell’erogazione dei contributi previsti nella fase attivazione del rapporto di lavoro con l’assistente familiare (badante). Noi riteniamo profondamente sbagliato che il contributo economico (300 euro) venga erogato, in misura uguale per tutti, senza nessun riferimento alla situazione reddituale e patrimoniale della persona interessata e/o della famiglia”.

Lo Spi Cgil critica anche la mancanza di coinvolgimento. Come sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil “Abbiamo richiesto che al centro del progetto ci sia l’emersione del lavoro degli assistenti familiari, la loro qualificazione, con una formazione snella e sostanziale, e l’intreccio operativo con i servizi socio sanitari territoriali e con una partecipazione attiva del Medico di Medicina Generale. La qualità dei servizi di assistenza socio sanitaria domiciliare e territoriale non migliora automaticamente aggiungendo numeri verdi e consulenze”.

“L’assessore Saccardi – conclude Calzolari - è più interessata a valorizzare il numero dei contatti telefonici che ad affrontare un confronto serio nel merito dei problemi. Cosa accade infatti dopo l’assegnazione dei voucher? Qual è la qualità del servizio che riceve l’assistito? E il contributo economico erogato nel modo più iniquo che si possa immaginare non è offensivo nei confronti dei più poveri? Eludere questi interrogativi significa privilegiare gli spot rispetto ai contenuti e francamente dalla Regione Toscana mi aspetterei ben altro atteggiamento”.



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