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martedì 15 ottobre 2019

Attualità venerdì 05 agosto 2016 ore 16:08

Sanità, caccia alle firme per il nuovo referendum

Giuseppe Ricci

Il comitato referendario sulla riforma del sistema sanitario contro la norma che prevede le convenzioni con i privati. Pronti i moduli



FIRENZE — L'ultimo passo era stato la presentazione del quesito referendario contro la sperimentazione delle convenzioni tra aziende sanitarie e privati. La norma è prevista dall'articolo 34bis della legge 40 del 2005 poi inserito nella legge regionale del dicembre 2015 sul riassetto della sanità toscana.

Il comitato referendario, che ha incassato anche l'appoggio dei gruppi M5s e Sì Toscana a sinistra, ha distribuito i moduli per la raccolta delle 40mila firme necessarie all'indizione del referendum. Il rischio, per il comitato è la "privatizzazione della sanità". "Ci chiediamo perché la Toscana abbia fatto questa scelta e quali interessi nasconda - si domanda il delegato del comitato Giuseppe Ricci - siamo convinti che sia una forma strisciante di ulteriore privatizzazione del sistema sanitario e per questo porteremo avanti il referendum abrogativo".

"Contestiamo il modello di riforma del servizio sanitario regionale e la sua deriva - spiega il consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Quartini - dare in gestione all'esterno, anche se in chiave sperimentale, buona parte delle prestazioni sanitarie, ci preoccupa molto perché è un portale di accesso al privato nel pubblico. Fare un referendum per abrogare questo articolo ha il grande significato di riportare la sanità nell'alveo del pubblico in maniera esclusiva". 

Di riforma della sanità che "spaventa" parla il consigliere regionale di Si Toscana a Sinistra Paolo Sarti "perché è architettata per delegare al privato le attività attraverso un apposito articolo che è l'unico del genere a livello nazionale. Si affiderà al privato un pezzo della sanità toscana, oltretutto senza un concorso pubblico. Questo ci spaventa perché il pubblico delegherà sempre più al privato, e così facendo il pubblico non avrà più una visione globale della sanità e dei suoi servizi".

Servizio di Dario Pagli


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