Toscana Media News quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5865 del 8.03.2012.
FIRENZE
Oggi 15°16° 
Domani 13°22° 
Un anno fa? Clicca qui
sabato 21 settembre 2019

Attualità sabato 02 settembre 2017 ore 12:53

Sette trapianti di rene in due giorni

Nell'ultima settimana di agosto in 48 ore sono stati eseguiti all'ospedale Careggi di Firenze sette trapianti di rene in chirurgia robotica



FIRENZE — Dopo il primo trapianto in Italia di rene da donatore a cure fermo con l'impiego del robot chirurgico in 48 ore sono stati eseguiti altri 3 interventi dello stesso tipo e 3 trapianti renali da donatore a cuore battente. I sette trapianti sono stati eseguiti dalle urologie dirette rispettivamente dal professor Sergio Serni e dal professor Marco Carini.

La chirurgia robotica del rene già impiegata, nell'Azienda ospedaliero universitaria fiorentina, nel trapianto da donatore vivente per la minima invasività nella procedura di prelievo dell'organo è stata sperimentata a Careggi nell'intervento di trapianto da cadavere con benefici per il paziente ricevente.

Il robot consente di ridurre al minimo i giorni di degenza post-operatoria grazie a una incisione di soli 6 centimetri, 3 volte più piccola rispetto alla chirurgia tradizionale. Questo permette di ridurre notevolmente il rischio di infezioni della ferita chirurgica nei pazienti trapiantati che sono spesso diabetici e sottoposti a terapia immunosoppressiva, quindi particolarmente vulnerabili da virus e batteri.

L'impegno organizzativo del trapianto robotico da cadavere è particolarmente complesso e tecnicamente avanzato, perché diversamente dal donatore vivente non è possibile programmare l'intervento, la cui esecuzione dipende da un evento difficilmente prevedibile come il decesso. Mentre nel prelievo di organi da cadavere a cuore battente la legge prevede sei ore per l'accertamento di morte encefalica, nel cuore fermo i tempi sono ulteriormente ridotti dalla necessità di prelevare gli organi fin tanto che la circolazione sanguigna è mantenuta sufficiente a ossigenare i tessuti. Questo è possibile grazie al sistema ECMO (extracorporeal membrane oxygenation), il supporto vitale extracorporeo in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca.

Sono 22 i casi in cui è stata attivata la donazione d'organi a cuore fermo a Careggi, che oggi è il primo ospedale in Italia per numero di questi interventi e l'unico che dall'ottobre del 2016 ha intrapreso, con la struttura dedicata alle cure intensive per il trauma e i supporti extracorporei diretta dal dottor Adriano Peris, l'applicazione sistematica di questo specifico programma di donazione avviato da circa due anni dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall'Organizzazione Toscana Trapianti (OTT) con il supporto della Regione Toscana.



Tag

«Rilanciamo il turismo con le donne in vetrina», la proposta del consigliere regionale leghista toscano che indigna

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Cronaca

Cronaca

Attualità