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venerdì 20 settembre 2019

Cronaca mercoledì 15 novembre 2017 ore 13:30

Sul server a Malta il nero delle vincite online

Nell'isola il cervello operativo della rete di gioco azzardo online smascherata dall'operazione 'Doppio Jack'. Evasi sei milioni di imposta



FIRENZE — Alla guida dell'organizzazione criminale scoperta dall'inchiesta della procura della Repubblica di Firenze c'era un imprenditore veneziano che aveva messo su una rete di sale gioco abilmente camuffate dietro il paravento di associazioni culturali, sportive e dunque senza scopo di lucro per statuto. E invece proprio lì si nascondevano le slot machines e gli apparecchi non collegati come disposto per legge al server nazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In questo modo era impossibile calcolare l'imposta dovuta all'Erario per ogni singola giocata. 

Proprio questo lo scenario che gli investigatori si sono trovati davanti quando hanno ispezionato l'associazione sportiva di Empoli da cui poi è scaturita l'indagine che ha permesso di smantellare l'organizzazione attiva in Toscana, Lazio, Veneto, Marche e Emilia Romagna attorno a cui ruotavano almeno 40 persone. In Toscana le perquisizioni hanno riguardato le province Firenze, Prato e Pistoia. 

Cento i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze che stamattina si sono messi in azione per arrestare le sette persone finite ai domicliari  per associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo del gioco d’azzardo e truffa, sequestrare quattordici sale da gioco, dieci immobili, sette auto, oltre a quote societarie di otto imprese e disponibilità finanziarie depositate su oltre trenta conti correnti riconducibili alle quaranta persone indagate. Sequestrata anche una società maltese.

Proprio a Malta si trovava fisicamente il server usato per conteggiare le vincite senza rendicontarle al Fisco italiano, in modo da non versare gli importi dovuti a titolo di imposta, sempre molto consistenti. Gli accordi internazionali, però, hanno impedito alla procura di Firenze di sequestrare lo stesso server insieme ad altri conto correnti e sale gioco. Lo ha detto il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo: "Purtroppo non è stato possibile fare dei sequestri a Malta - ha spiegato - per questioni relative a rapporti internazionali. Volevamo interrompere questo giro criminoso, e quindi abbiamo agito intanto in Italia. Se in futuro riusciremo a superare queste questioni, e saremo ancora in tempo, daremo esecuzione anche ai sequestri sull'isola maltese".

Tra l'altro le sale da gioco clandestine inizialmente individuate dagli investigatori e frequentate per lo più da cinesi, erano dotate di apparati di videosorveglianza e di accorgimenti tecnici che, applicati sulle macchine da gioco, erano in grado di resettarle in caso di improvvisi controlli ispettivi, interrompendo immediatamente il collegamento con la piattaforma illegale.

La stima attuale è che ogni mese siano state effettuate giocate per oltre dieci milioni e che almeno a sei milioni ammonti l’imposta evasa. 



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