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Attualità venerdì 27 maggio 2016 ore 15:45

Voragine, indietro nel tempo con i satelliti

foto immaginimix.it

Entro domani saranno completati i rilievi dei satelliti internazionali per chiarire se il lungarno si stava già deformando prima del crollo



FIRENZE — Lungarno Torrigiani è stato di nuovo chiuso al transito dei pedoni per consentire ai tecnici del Genio Civile di fare nuovi controlli sulla stabilità dell'area e degli edifici. Ma si lavora anche per mettere a fuoco le cause della frana al di là della rottura di due tubazioni dell'acquedotto avvenuta nella notte fra il 24 e il 25 di maggio. 

A questo scopo saranno utilizzate anche le immagini dei satelliti internazionali che potrebbero aver registrato movimenti della sede stradale anche nei giorni precedenti allo sprofondamento. Le foto saranno disponibili entro domani.

"Dobbiamo capire se si è rotto prima l'acquedotto o se c'è stata prima la frana - ha spiegato Nicola Casagli dell'Università di Firenze - Per rispondere con certezza assoluta bisogna analizzare i dati precedenti e questo è possibile con i satelliti radar. C'è già stato il passaggio di un satellite tedesco". 

"Con questi strumenti è possibile vedere cosa è successo indietro nel tempo e se il muro d'argine o la strada si stavano già deformando prima del crollo - ha precisato Casagli - In questo caso vorebbe dire che il dissesto era già in corso e che la perdita d'acqua ha accellerato la frana. Si può andare indietro fino al 1992".

Proseguono anche i rilevamenti del radar installato dall'Università di Firenze su richiesta della Protezione civile per monitorare eventuali nuovi cedimenti. Gli esperti dell'ateneo hanno comunque dichiarato che, dopo il crollo colossale di martedì scorso, non si sono verificati altri movimenti, neppure sulla spalletta rimasta in bilico su stessa dopo il collasso del marciapiede con venti auto in sosta.

NICOLA CASAGLI SU VORAGINE LUNGARNO TORRIGIANI - dichiarazione


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