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Attualità giovedì 05 gennaio 2017 ore 12:34

​Operai licenziati inventano l'Amaro Partigiano

L'idea nasce dall'unione di un circolo Arci che gestisce un museo dedicato alla Resistenza e la fabbrica del Milanese recuperata dagli operai



FOSDINOVO — Erano stati licenziati e lasciati casa così hanno deciso di creare un proprio liquore nella fabbrica abbandonata, occupata e riaperta alla produzione puntando sul mercato equo-solidale.

Sono questi gli ''ingredienti'' per il progetto alternativo dell'Amaro Partigiano, che ha ottenuto anche la benedizione del partigiano e presidente Anpi Massa Carrara, Giorgio Mori

L'Amaro Partigiano sarà realizzato rigorosamente con ingredienti lunigianesi, seguendo una ricetta messa a punto grazie alla consulenza di un antico laboratorio artigiano della zona. 

Ma verrà prodotto da Rimaflow, a Trezzano sul Naviglo, in una fabbrica impegnata nella costruzione di una rete per un mercato equo, libero e solidale. 

L'idea dell'Amaro Partigiano - lo riferisce oggi il Tirreno - è dell'Arci Archivi della Resistenza a Fosdinovo. I proventi delle vendite saranno destinati al suo Museo Audiovisivo e ai progetti ''sociali'' di Rimaflow. Ma per produrre il liquore servono attrezzature e macchinari: da qui il lancio di un crowfunding che partirà a breve. Che gusto avrà l'Amaro Partigiano? 

"Il gusto - spiega Alessio Giannanti, di Archivi della Resistenza - è il risultato di un''accurata selezione di nove ingredienti ispirati alla vita nei boschi della Lunigiana durante la Resistenza".



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