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giovedì 20 giugno 2019

Arte martedì 17 febbraio 2015 ore 11:00

​Gli splendori dei Medici al Quirinale

Successo immediato per la mostra dedicata alla straordinaria collezione dei 20 arazzi commissionati da Cosimo I al Pontormo e al Bronzino



ROMA — La nostra resterà a Roma fino al 19 aprile e poi sarà riallestita a Milano dove rappresenterà uno degli eventi principali di Expo 2015 (dal 29 aprile al 23 agosto). Ultima tappa il salone dei Duecento di Palazzo Vecchio, dove i capolavori resteranno esposti dal 15 settembre al 15 febbraio. Il salone dove si tengono le sedute del consiglio comunale di destinazione originaria degli arazzi prima che i Savoia smembrassero la collezione nel 1882 portandone dieci a Roma per abbellire il palazzo del Quirinale.

Proprio per questo, nella sala dei Corazzieri l'allestimento riproduce il salone dei Duecento grazie a enormi pannelli che ricoprono le pareti.

Gli arazzi raccontano le storie bibliche di Giuseppe, il figlio di Giacobbe, uomo intelligente e onesto che da schiavo divenno viceré d'Egitto. Fu Cosimo I de' Medici, nel 1545, a commissionarne i cartoni al Pontormo, al Bronzino e al Salviati (quest'ultimo nerealizzò uno solo) e poi farli realizzare dai maestri fiamminghi Rost e Karcher nella manifattura granducale.

''L'idea geniale di ricomporre la raccolta è stata del sindaco Nardella e noi l'abbiamo sposata subito" ha spiegato il consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Louis Godart, curatore della mostra.

''I dieci arazzi di Cosimo I non avevano mai lasciato Firenze - ha sottolineato Dario Nardella che, a suo tempo, quando propose l'idea al presidente Napolitano, ricevette un consenso immediato - Questa mostra è un omaggio all'Italia di ieri, di oggi e di domani''. Nardella ha poi ricordato che nel 2015 si svolgono anche le celebrazioni per i 150 anni di Firenze Capitale.

Prima di essere esposti, gli arazzi sono stati oggetto di un imponente intervento di rstauro realizzato con il contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

''Ci sono volute 119.000 ore del prezioso lavoro dei 43 restauratori dell'Opificio delle pietre dure a Firenze - ha sottolineato Godard - E altrettanti al Laboratorio degli Arazzi del Quirinale''.

''E' motivo di orgoglio avere contribuito a questo restauro'' ha commentato il presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze Umberto Tombari. L'ente ha investito nella mostra un milione e 100 mila euro, mentre la Fondazione Bracco ha sostenuto il Quirinale nella realizzazione dell'esposizione. Gli altri sponsor principali sono Gucci, Expò 2015, Acea e Poste Italiane.



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