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martedì 19 novembre 2019

Attualità domenica 09 giugno 2019 ore 16:35

La Toscana ricorda la strage di Niccioleta

Grande partecipazione alla commemorazione degli 83 minatori fucilati il 14 giugno 1944 in una delle più feroci rappresaglie nazifasciste in Toscana



MASSA MARITTIMA — Furono 83 i minatori fucilati all'alba del 14 giugno 1944 dopo il rastrellamento avvenuto, il giorno prima, nella piccola frazione di Niccioleta dove, poche ore prima, era avvenuta un'azione partigiana. La rappresaglia dei nazifascisti, una delle più feroci fra quelle consumate in Toscana, si concluse con una strage. Quasi tutti gli uomini furono fatti prigionieri e quindi uccisi da raffiche di mitra. 

Solo in pochi riuscirono a salvarsi: 21 giovani che furono trasferiti a Firenze e da lì deportati in Germania e altri quattro che riuscirono a fuggire. Soltanto i più anziani, circa cinquanta persone, furono liberati e poterono ritornare a casa.

Oggi, 75 anni dopo la strage, come ogni anno, Niccioleta ha ricordato e pianto le sue vittime. Dopo la messa nella chiesa del paese, sono intervenuti il sindaco Marcello Giuntini, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, Natalia Cangi, direttore della Fondazione Archivio diaristico Pieve Santo Stefano, e lo storico Marco Borghi, direttore dell'Istituto storico della resistenza di Venezia. Fra un intervento a l'altro sono state lette poesie di Francesca Montomoli.

La manifestazione è proseguita con la deposizione di una corona davanti al cippo dedicato ai martiri di Niccioleta e, nel pomeriggio, con un concerto del coro dei minatori di Santa Fiora.

"La strage di Niccioleta fu uno dei primi massacri di popolazione civile compiuti in Toscana dai soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale - ha commentato il presidente Rossi - Un dramma che resta tuttora impresso nella memoria di questi luoghi, come ho ricordato anche nel corso della mia recente visita per la commemorazione dei morti nell'incidente in miniera, nel 1954, a Ribolla. La miniera, protagonista della vita economica e sociale di queste zone, è il filo conduttore delle lotte per la liberazione del paese dal giogo nazifascista e poi, dal dopoguerra, delle lotte sindacali per l'occupazione e i diritti dei lavoratori".

"In un momento in cui il valore di questa memoria è sempre più spesso messo in discussione - ha detto ancora Rossi - dobbiamo rinnovare il ricordo dei luoghi, dei caduti, dei deportati e dei partigiani che hanno liberato le nostre terre, contro ogni negazionismo e riduzionismo".

Per coltivare la memoria storica, la Regione Toscana ha dato il suo contributo alla realizzazione di musei e archivi come il Centro di documentazione delle Colline Metallifere, aperto a Niccioleta nell'ambito di un progetto di riqualificazione voluto dal Comune di Massa Marittima e finanziato, oltre che dalla Regione, anche dal Ministero ai beni culturali, dall'Ente parco, dall'Unione europea e dalla Fondazione Monte dei Paschi.



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