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martedì 23 luglio 2019

Attualità domenica 29 maggio 2016 ore 21:25

Voragine, "E' stata una frana di sponda"

Lo spiega il professor Nicola Casagli che segue il monitoraggio dell'area. La frana è analoga a quella di lungarno Soderini del 1965



FIRENZE — Questa l'ipotesi dell'esperto dell'Università di Firenze che da mercoledì scorso monitora l'area interessata dallo sprofondamento di Lungarno Torrigiani.

Secondo Nicola Casagli quella collegata alla voragine sul lungarno è "Una frana di sponda, non di una voragine di sprofondamento: il muro si è deformato in avanti per 1180 metri cubi. Il piano stradale è ceduto verso il basso per 1303 metri cubi". 

"E' franata la sponda - spiega Casagli su Facebook - il materiale scosceso è stato integralmente trattenuto dal muro d'argine che si è molto deformato, ma non è crollato. Probabilmente la frana è stata innescata dalla perdita d'acqua, ma su questo punto ci sono indagini in corso delle autorità competenti". 

Nelle prossime ore dovrebbero arrivare le elaborazioni dei dati radar satellitari che serviranno per capire se sul tratto di lungarno Torrigiani c'erano deformazioni prima dell'evento. 

La frana di pochi giorni fa, secondo lo studioso, è analoga a quella del 1965 su lungarno Soderini che fu provocata da una rottura della tubazione idrica. In quell'evento il muro crollò e ci furono una vittima e alcuni feriti. 

Il professor Casagli poi rassicura sullo stato della spalletta e sui movimenti ‘irregolari’ registrati nei giorni scorsi sulla voragine di lungarno Torrigiani. “Sono movimenti della spalletta dovuti in parte ai lavori in corso nel cantiere, in parte alla pioggia. Parliamo di millimetri - spiega Casagli - Il muro dell’argine è invece completamente fermo”, aggiunge lo studioso.



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