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Attualità sabato 18 aprile 2020 ore 11:24

Sharon si laurea in tempo di Covid "Grazie Italia"

Sharon Stacy Bazán Boza

La bella storia di una ragazza peruviana, che ha discusso la sua tesi on line e ringrazia il paese dove vive e il sistema universitario toscano



LIVORNO — Laurearsi in tempo di Covid e restando a casa. E' quanto ha fatto Sharon Stacy Bazán Boza, ragazza di origine Peruviana residente a Livorno.

La discussione della tesi è avvenuta sulla piattaforma G-suite, dunque on line. 

"Voglio rendere pubblico il mio ringraziamento verso questo bellissimo paese, l' Italia, nel quale risiedo dal 2006, sento un grande apprezzamento verso la vostra patria. Grazie di cuore al DSU Toscana per avermi permesso attraverso una borsa di studio di riuscire a studiare nell’Università di Firenze, raggiungendo così un obiettivo così grande e importante per me e per tutta la mia famiglia.

In particolare vorrei ringraziare il Comune di Livorno per l’aiuto datomi per la realizzazione della tesi sull’Intercultura al nido d’infanzia, una ricerca qualitativa sulle esperienze al nido di famiglie immigrate presenti nella città.
Forse non è stato proprio così come me lo sarei immaginata, vivendo questo momento, date le circostanze per il Covid-19 e ritrovandoci in quarantena, ma nonostante ciò è successo e già questo significa molto", racconta Sharon.

"Mi sono laureata con 92/110, sono comunque molto soddisfatta perché come sicuramente tanti altri ragazzi ne abbiamo fatti tanti di sacrifici per arrivare a questo traguardo lottando da soli, non è stato facile riuscire a conciliare il lavoro con lo studio, ma c’è l’abbiamo fatta e di certo un numero non ci identifica.
Le mie aspettative sarebbero, dato gli studi che ho intrapreso cioè scienze dell’educazione e della formazione e dato che continuo a studiare, facendo la magistrale in dirigenza scolastica e pedagogia clinica sempre a Firenze, di avere un domani la possibilità di aprire un nido d’infanzia o comunque collaborare nella progettazione sui servizi rivolti ad essa.

Mi piacerebbe creare una struttura pensata e centrata proprio al benessere del bambino ma anche della propria famiglia, lavorerei molto sul bilinguismo, perché i bambini hanno grandissime capacità di acquisizione del linguaggio fin dalla nascita, farli crescere, svilupparsi tramite un percorso outdoor education, perché ritengo che l’educare in natura, attraverso anche una fattoria, sia fondamentale per ogni bambino, che avrà l’opportunità di sperimentare ed esplorare il mondo esterno ma soprattutto quello interno, cioè sè stesso". 

"Inoltre - continua Sharon - lavorerei molto sulle differenze, viviamo in un paese che ha sempre piú intorno e vicine famiglie immigrate; differenze che troviamo però anche con i nostri connazionali, dato che ogni persona ha le proprie caratteristiche con una propria identità e forse se riflettiamo un po’ ci si accorgerebbe che la diversità è una grande ricchezza per tutti noi. Avrei ancora tanto da dire, ma penso la cosa importante è riuscire a dare una eccellente educazione ad ogni bambino, dargli gli strumenti necessari per poter farne uso durante il suo percorso di crescita".

"Se ho fatto una festa?" - risponde Sharon -  "Ecco l’immagine più vera di una laurea in quarantena: a casa con la mia papera, il mio unico ospite e invitato di festa"



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