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giovedì 20 giugno 2019

Attualità mercoledì 19 novembre 2014 ore 08:19

Maxi-frode fiscale e duemila dipendenti truffati

Operava anche in Toscana un'organizzazione criminale smantellata dalla guardia di finanza che ha evaso tasse e contributi Inps per 45 milioni di euro



ROMA — Sono otto le persone indagate nell'inchiesta delle fiamme gialle, con varie accuse a loro carico, fra cui frode fiscale, riciclaggio, appropriazione indebita, sottrazione fraudolenta dei pagamenti delle imposte e degli oneri contributivi. 

In pratica i membri della banda avevano creato una serie di cooperative e di società a responsabilità limitata intestate a prestanome attraverso le quali erano riusciti ad aggiudicarsi, applicando prezzo bassissimi e quindi altamente concorrenziali, un lungo elenco di appalti in tutta Italia, per la fornitura di manodopera come operatori di call center, operai e facchini.

Secondo i riscontri della guardia di finanza, i veri gestori delle coop ed srl in questione, pur fatturando regolarmente i ricavi degli appalti, non hanno mai pagato alcuna imposta nè versato contributi Inps e oneri sociali per i dipendenti, oltre duemila. In compenso il denaro non speso è stato 'investito' nell'acquisto in Toscana, Campania, Emilia Romagna e Veneto di terreni, auto di lusso e yacht.

Per recuperare almeno una parte di quanto dovuto all'Erario dal sodalizio, la Finanza ha posto sotto sequestro beni e immobili per 22 milioni di euro.



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