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martedì 17 settembre 2019

Cultura lunedì 18 maggio 2015 ore 19:07

Organizzare il coraggio contro le mafie

La situazione della mafia nella regione in un incontro promosso da Popolo Toscano. Presente Pino Masciari, imprenditore e testimone di giustizia



FIRENZE — Pino Masciari a suo tempo denunciò intimidazioni e minacce e per molti anni ha vissuto sotto uno speciale programma di protezione. Dalla sua drammatica esperienza di vita è nato il lbro Organizzare il coraggio - La nostra vita contro la ‘ndrangheta.

L'incontro promosso da Popolo Toscano ha consentito di fare il punto della situazione e sensibilizzare la cittadinanza. "Perchè in Toscana le mafie esistono e amano il silenzio e l'omertà" hanno spiegato gli organizzatori.  Le organizzazioni mafiose ufficialmente censite sono 35 e tutte hanno una sede operativa sul territorio regionale. Ma il dato fa riferimento a quelle tratte in giudizio e quindi non può essere esaustivo.

“Dobbiamo porre grande attenzione in Toscana - ha detto il consigliere regionale di popolo Toscano Marco Manneschi - Anche ingenuamente, le pubbliche amministrazioni possono favorire il riciclaggio di denaro sporco. Mi riferisco ad esempio alla vicenda della costruzione e gestione di una piscina a due piani ad Altopascio, dove sono riscontrabili elementi di poca trasparenza su cui fare chiarezza: una ditta di Caserta indagata per traffico illecito di rifiuti che ha vinto la gara di appalto in project financing con un amministratore delegato liquidatore della ditta stessa; il Comune che, nonostante l’evidente situazione di difficoltà dell'azienda, procede ad approvare definitivamente gli atti che prevedono un costo di 1.600.000,00 € ca a carico del Comune e di 4.600.000,00 a carico della società".

"Altopascio è una piccola cittadina situata a poco più di 10 km da Montecatini Terme, piena di piscine termali - ha proseguito Manneschi - per cui appare difficile che gli oneri per la progettazione, costruzione e gestione di una piscina possano essere garantiti dagli incassi. Si tratta di un’operazione che presenta alcuni lati oscuri e in parte evidenziati da un consigliere comunale con diverse interrogazioni. Mi sento perciò di consigliare il sindaco a riflettere attentamente sul da farsi. Anche perché queste sono le classiche situazioni nelle quali in futuro potrebbero aprirsi dei varchi per favorire il riciclaggio di denaro”.

Secondo l'Osservatorio sulle mafie, "le organizzazioni mafiose nella Toscana della crisi produttiva stanno facendo affari d’oro pur avendo lasciato il controllo della prostituzione e dello spaccio minuto della droga alle mafie straniere. Pochi se ne accorgono perché, salvo alcune zone (Prato, parte della Valdinievole e Versilia, Valdarno aretino) le mafie non puntano (per il momento) al controllo del territorio, essendo più interessate a fare affari e quindi a servirsi di mezzi non violenti, che non destano allarme sociale".

"Il potere corruttivo del denaro non è meno violento di quello delle armi, perché quando la mafia si impadronisce di una ditta infettandola per lavare i soldi sporchi la rende concorrenziale rispetto alle ditte sane - ha concluso Manneschi - E si tratta sempre di una feroce concorrenza sleale che si svolge nel silenzio generale. La mafia dei colletti bianchi non uccide le persone, uccide l’economia legale, uccide le imprese che rispettano le leggi, uccide le libertà economiche, infetta irrimediabilmente tutta la società. E tale penetrazione è tanto più subdola quando viene portata avanti senza clamore".

Pino Masciari - VIDEO
Marco Manneschi - VIDEO


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